Minacce di morte all’assessore Cerasani

16 Settembre 2019

Il biglietto trovato dalla madre sul parabrezza dell’auto: «Una brutta fine per te e la famiglia». E rispunta il caso D’Orazio

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Assessore all’ambiente e famiglia minacciati di morte a San Benedetto dei Marsi. Lo sconcertante avvertimento vergato su un biglietto anonimo lasciato sul parabrezza di una delle auto della famiglia di Antonio Cerasani, è spuntato ieri mattina, quando la madre dell’assessore stava uscendo di casa. «Appena salita in macchina», racconta Cerasani, «ha notato la busta sul parabrezza: l’ha aperta e dentro c’era un foglietto con la minaccia di far fare una brutta fine a tutta la famiglia».
L’episodio, un gesto non nuovo in paese, è stato denunciato ai carabinieri del centro fucense dalla famiglia Cerasani, affinché mettano in atto i controlli mirati a individuare l’autore. Un ausilio alle indagini potrebbe arrivare anche dalle telecamere installate in molte zone vicine. Quel gesto, ovviamente, stimola interrogativi sul chi e perché si sia spinto fino a minacciare di morte la famiglia Cerasani: il biglietto lasciato avrebbe chiari riferimenti alla tragica sorte di Collinzio D’Orazio, l’uomo trovato morto nel fiume qualche mese fa, anche se la famiglia mantiene il riserbo sul contenuto. «Non riesco a capire chi possa essere l’autore», risponde l’assessore Cerasani. «In questo periodo l’unica storia che sta alzando un polverone in paese è quella dell’impianto a biogas, dove siamo impegnati, insieme ai comuni di Collarmele e Pescina, nella battaglia per stoppare la realizzazione dell’impianto, ma non faccio accostamenti. Confidiamo nell’attività d’indagine dei carabinieri sperando che, anche con l’ausilio delle telecamere, riescano a individuare l’autore della minaccia». «Non abbiamo mai avuto problemi con nessuno», assicura Cerasani, «né subìto furti o altre questioni, quindi non credo che quella minaccia possa avere un collegamento con il nostro lavoro aziendale».
Il pensiero del sindaco, Quirino D’Orazio, ricorda altri episodi di minacce «subliminali», qualche anno fa, «quando», scandisce il primo cittadino, «l’amministrazione comunale era impegnata contro l’apertura di un impianto per il biogas. Allora, prima trovammo un secchio di cenere davanti al Municipio, poi sulla mia macchina. Il messaggio era chiaro: finirai in polvere. Non ci fermammo allora, non ci fermeremo ora. Speriamo che sia il gesto di un disturbato mentale, ma, comunque sia, il nostro impegno e l’intenso lavoro per salvaguardare il nostro territorio dall’arrivo di qualsiasi attività che rischia di creare problemi continueranno, senza se e senza ma». I genitori di Cerasani gestiscono la squadra di calcio locale e la madre, tra le altre cose, fu vicesindaco.
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