Minacce di morte e botte Ex finisce sotto processo

3 Luglio 2014

TAGLIACOZZO. Cameriera minacciata, perseguitata e seguita fino al ristorante. Il suo ex era arrivato a fare irruzione in casa distruggendo computer e cellulare. Ora lui, che ha un figlio piccolo con...

TAGLIACOZZO. Cameriera minacciata, perseguitata e seguita fino al ristorante. Il suo ex era arrivato a fare irruzione in casa distruggendo computer e cellulare. Ora lui, che ha un figlio piccolo con la giovane romena con cui viveva a Tagliacozzo, è indagato con l'accusa di atti persecutori e minacce. Tutto è cominciato quando la storia dei due giovani, lei 28 e lui 40 anni, è andata in crisi.

Il rapporto ha iniziato a deteriorarsi, nonostante il bambino piccolo, fino al punto che la ragazza ha deciso di troncare la storia.

Dopo un lungo tira e molla, la separazione si è concretizzata e quando lui ha preso atto dell’accaduto non ha accettato la situazione. Ha cominciato così a perseguitarla e a minacciarla, dicendole che l’avrebbe raggiunta al lavoro o a casa per «farla fuori». Le ha inviato messaggi tra cui uno in cui scriveva: «Piangerai tanto t… scatenata, te lo dimostrerò». E poi altre minacce di morte. Un giorno, secondo l’accusa, è entrato furtivamente nell’abitazione della ragazza forzando la porta e afferrandola per i capelli. In quella occasione sono stati distrutti il cellulare e un computer portatile. In più episodi l’aveva terrorizzata allo scopo di farsi firmare un documento per l’affidamento del figlio piccolo. Aveva più volte telefonato al ristorante dove la giovane mamma lavorava e nonostante le rimostranze dei titolari lui aveva continuato a chiamare.

La donna era stata costretta a cambiare numero di telefono e abitazione, senza ottenere risultati. Alla fine la ragazza, stanca di subire persecuzioni da parte del suo ex, si è rivolta alla polizia che ha avviato le indagini. Per lui è scattata una denuncia ed è finito sotto processo con l’accusa di atti persecutori e minacce. La prima udienza si è tenuta ieri davanti al giudice del tribunale di Avezzano, Stefano Venturini. L’indagato è difeso dall’avvocato Luca Motta.

Pietro Guida

©RIPRODUZIONE RISERVATA