Mini-show per il libro di Portante

27 Gennaio 2018

Intermezzi musicali hanno accompagnato la presentazione  

L’AQUILA. Successo per la presentazione dell’edizione italiana del libro di Jean Portante, scrittore lussemburghese di 68 anni, che vive a Parigi e che vanta origini nell’Aquilano.
Il libro, edito da Rea, è stato tradotto da Antonella Mammarella.
La presenza del maestro Carlo Colocci con il suo sassofono e la voce di Francesca Catenacci hanno contribuito a rendere l’evento indimenticabile. Una lunga fila si è formata al momento del “firmacopie” su un libro che si presenta come una pietra miliare per tutti quelli che amano il capoluogo. Portante gira il mondo con i suoi testi e ha ottenuto riconoscimenti importanti.
La sua scrittura si propone come un viaggio da una lingua all’altra, che permette, nella sua poesia, di rinnovare la lingua francese.
Una lingua che resta all’esterno del binomio Italia-Lussemburgo, una lingua imparata, addomesticata, che resta ancora da conquistare, e a suo dire una “lingua straniera” (è questo anche il titolo di una delle sue raccolte, coronata in Francia dal premio Mallarmè), dal momento che riflette la “piccola Babele” della casa familiare della sua infanzia, dove si parlava contemporaneamente italiano e lussemburghese, ma anche francese.
Nell’intreccio linguistico del Lussemburgo, dove i bambini sono alfabetizzati in tedesco, tutto questo non può che sfociare, nello scritto, in una “lingua strana”, o “lingua balena”, cioè una lingua che ha l’aspetto del francese (come la balena ha l’aspetto di un pesce), ma all’interno della quale respira (come i polmoni della balena) la lingua italiana e gli altri idiomi del territorio.
In Lussemburgo ha anche fondato la rivista letteraria “Transkrit”, consacrata alla traduzione della letteratura contemporanea. (fab.i.)
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