Mira strabiliante, Stefano re delle freccette

26 Marzo 2019

Tomassetti primo italiano vincitore di Akropolis Open in Grecia: «Iniziai a giocare nel bar di Trasacco»

TRASACCO. Lo sport è di quelli catalogati come “minori”, ma quando il successo viene conseguito in terra straniera l’avvenimento assume la sua giusta importanza. E così il 38enne Stefano Tomassetti di Trasacco è salito agli onori della cronaca per aver vinto il torneo internazionale di freccette Akropolis Open che si è disputato ad Atene, in Grecia. Freccette o darts, questo il sostantivo che viene utilizzato a livello mondiale per parlare di una disciplina che in particolare nel nord Europa conta numerosi appassionati. Si pratica essenzialmente al chiuso, se non altro per evitare che un minimo refolo di vento possa deviare le traiettorie dei dardi. Ma per diventare un campione occorrono anni di allenamento.
Esattamente come ha fatto Stefano Tomassetti, la cui passione nasce nel lontano 1996: «E nasce anche un po’ per caso, quando tra una chiacchierata con gli amici e un bicchiere di birra, il bersaglio appeso a una parete del bar Galassi di Trasacco stimolò la mia fantasia, fino a farmi perfezionare uno stile e una continuità che mi hanno portato, prima volta nella storia per un italiano, a vincere la manifestazione di Atene».
Stefano Tomassetti è nato a Trasacco, ma da un po’ di tempo si è trasferito nelle Marche (Senigallia), dove lavora come montatore meccanico: «Mi interesso di robotica e a Sambucheto di Montecassiano, un paesino vicino a Senigallia, ho trovato un’azienda che mi ha assunto e che nei ritagli di tempo mi consente anche di andare in giro per il mondo a rappresentare la nostra nazione in competizioni di un certo livello».
Nel gioco delle freccette, si parte da un punteggio di 501 penalità, che poi bisogna azzerare man mano, andando a scalare i punti che si totalizzano con i singoli tiri, ma con l’obbligo di terminare esattamente a quota zero. «Per cui la difficoltà maggiore sta proprio nei tiri conclusivi, perché se per arrivare a zero ti mancano venti punti, non ne puoi totalizzare né uno in più né uno in meno», spiega Tomassetti, «ma soprattutto bisogna prestare particolare attenzione ai settori più esterni del bersaglio che consentono in ogni caso di raddoppiare i punteggi». Ma in questo, Tomassetti ha dimostrato di sapere il fatto suo, riuscendo a chiudere le partite (si gioca al meglio dei 7 leg), con meno di 20 tiri. Di lui si è interessata ovviamente la Federazione nazionale (Figf), convocandolo a più riprese per degli stage formativi, sia sulle tecniche di tiro che sulla qualità dei materiali delle freccette: «Proprio così, perché i dardi migliori sono quelli realizzati in tungsteno, in quanto presentano caratteristiche tali da poter essere considerati i migliori del mondo, anche se costano più degli altri».
Per la cronaca, il costo di una freccetta può variare tra i 10 e i 300 euro, ma quelle di qualità più elevata hanno il vantaggio di poter durare anche svariati anni.
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