Mobbing a Di Gregorio: Comune va in Cassazione

L’AQUILA. Il Comune ricorre per Cassazione avverso la sentenza di Appello che ha confermato il diritto al risarcimento del danno in favore dell’ingegnere Mario Di Gregorio, funzionario comunale che...
L’AQUILA. Il Comune ricorre per Cassazione avverso la sentenza di Appello che ha confermato il diritto al risarcimento del danno in favore dell’ingegnere Mario Di Gregorio, funzionario comunale che ha ottenuto una doppia sentenza favorevole per una controversia di lavoro nell’ente, che dura ormai da diversi anni.
La giunta comunale, nella seduta del 5 giugno scorso, ha deliberato l’autorizzazione a proporre il ricorso per Cassazione contro la sentenza 620 del 3 ottobre 2019. Contestualmente, la giunta comunale ha deliberato di conferire all’avvocato Ilda Coluzzi il mandato di rappresentanza e difesa dell’ente.
La controversia ha avuto un primo pronunciamento in aula con la sentenza della sezione lavoro del tribunale dell’Aquila numero 74 del 2018, in forza della quale l’ente veniva condannato al risarcimento del danno patrimoniale nei confronti del proprio dipendente per «mancato rinnovo del contratto dirigenziale e per demansionamento».
Questa sentenza di primo grado era stata appellata dal Comune dell’Aquila, che, nella circostanza, aveva, attraverso l’avvocato Coluzzi, l’autorizzazione a proporre appello ben prima ancora che fossero rese note le motivazioni della condanna dell’ente. Segno inequivocabile, questo, della volontà del Comune di vincere in fretta questa lite. Una vicenda di mobbing ai danni del tecnico comunale, il quale aveva presentato una richiesta di risarcimento pari a 168mila euro, oltre a interessi e rivalutazioni monetarie. Il giudice del lavoro di primo grado gli aveva dato ragione, ridimensionandone tuttavia le pretese: l’ente fu condannato in primo grado a rifondergli quasi 9mila euro per danno patrimoniale oltre a 50mila euro di danno biologico e agli interessi, ma senza rivalutazione. In Appello veniva ridotto ulteriormente l’importo risarcitorio, pur confermando il diritto al risarcimento del danno. Ora deciderà la Cassazione.

