Mobili danneggiati, domande da integrare

29 Settembre 2016

Il Comune pubblica l’elenco di chi ha diritto ai fondi (fino a 10mila euro), atti aggiuntivi entro un mese

L’AQUILA. Il settore ricostruzione privata del Comune con una determina chiede integrazioni alle domande presentate a suo tempo per avere l'indennizzo relativo ai beni mobili danneggiati (armadi, comò, cucine, macchine e quant'altro) il 6 aprile 2009. Alla delibera è allegato l'elenco di coloro a cui vengono chieste tali integrazioni. La cifra massima concedibile è 10.000 euro. La vicenda nasce dall'ordinanza 3789 del 2009 che fissava quale termine perentorio di presentazione delle domande per accedere agli indennizzi di beni mobili danneggiati, il 3 febbraio del 2010 (il 31 maggio nel caso la domanda fosse presentata dagli eredi del proprietario). Ma che cosa è accaduto? Ecco cosa dice la determina: «A seguito dell'esame delle istanze regolarmente pervenute è emerso che, le stesse, difettavano di una serie di informazioni e documenti ritenuti fondamentali per il completamento dell'iter amministrativo propedeutico all'erogazione degli indennizzi richiesti; al fine di consentire all'Ufficio competente di portare a compimento le istruttorie delle domande pervenute, il 30 marzo 2011 è stato pubblicato sul sito del Comune un avviso pubblico contenente un modulo integrativo da presentare, debitamente compilato, unitamente a un documento di identità valido, al servizio liquidazione contributi-ufficio rimborso beni mobili e traslochi e rendicontazione del Comune dell'Aquila. In data 12 maggio 2011, è stato pubblicato un ulteriore avviso contenente modifiche ai moduli integrativi, da inoltrare con le medesime modalità e al medesimo ufficio comunale, al fine di ottenere l'indennizzo». Ma non essendo stato apposto un termine perentorio alla presentazione di tali integrazioni adesso il Comune, dopo 5 anni, ha deciso di stabilirlo, il termine. Tutti coloro che sono in elenco devono presentare la modulistica entro a 30 giorni dalla pubblicazione dell'avviso pubblico sull'albo pretorio del Comune avvenuta il 26 settembre. Dunque per non correre rischi le “carte” vanno portate in Comune entro i primi 20 giorni di ottobre. Nessuno attenda lettere a casa. L’avviso pubblico vale come notifica dell’atto. Chi non lo leggerà non potrà poi vantare più nulla. La delibera spiega, nel solito burocratese quasi incompresibile, che se finora quegli indennizzi non sono stati pagati è anche per la mancanza di fondi dedicati (che oggi sembrano esserci e di parla di una cifra vicina ai 5 milioni) e anche per la genericità di alcune dichiarazioni che vanno integrate.