Mobilitazione per salvare 91 posti di lavoro alla 3G

Gerosolimo e Lolli: «Lavoreremo su un unico fronte per scongiurare nuovi tagli» L’assessore Santarelli: «Ci stiamo attivando per un incontro coi vertici aziendali»
SULMONA. Scatta la corsa contro il tempo per scongiurare i 91 licenziamenti annunciati dalla 3G. Il call center sulmonese ha aperto una nuova procedura di esuberi collettivi, che sarà operativa da martedì. Per martedì, infatti, il ministero del Lavoro ha convocato parti sociali, azienda e rappresentanti istituzionali per arrivare a un accordo. Se non sarà raggiunta nessuna intesa, i quasi cento licenziamenti scatteranno subito nell’azienda di via del Lavoro. La Regione è pronta a mobilitarsi e a fare il possibile per scongiurare l’ennesimo colpo all’occupazione di un territorio già in forte crisi. Come testimonia l’assessore Andrea Gerosolimo. «Andrò io martedì a Roma», interviene il politico sulmonese. «Spero che si riesca a scongiurare quest’ennesimo taglio di personale. So che la giunta sulmonese si sta attivando e lavoreremo tutti assieme per evitare il peggio». Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli. «La Regione parteciperà al tavolo nazionale», spiega, «e non ne abbiamo aperto uno regionale perché crediamo che, in questi casi, sia utile lavorare su un unico fronte e capire i motivi che sottendono a tale decisione dell’azienda. Dovremo approfondire se è un problema di commesse, di mercato o altro e allora potremo intervenire e capire il da farsi. Purtroppo non è la prima volta che ci occupiamo della 3G e pensavamo che, con l’ultimo accordo, l’azienda si fosse rimessa in attivo, ma evidentemente non è così. Siamo assolutamente pronti a fare il possibile». Fa quadrato attorno agli operatori del call center anche il Comune di Sulmona, con l’assessore al Lavoro Paolo Santarelli, che prova la carta del confronto diretto con l’azienda. «Ci stiamo già muovendo per avere un incontro coi vertici del call center», conferma l’assessore, «e ci siamo già attivati anche con l’assessore Gerosolimo per avere un aiuto in più in questa battaglia disperata contro la perdita di altri posti di lavoro, che il territorio non si può proprio più permettere». Nel novembre scorso, il gruppo di telecomunicazioni aveva annunciato 248 esuberi da spalmare tra gli stabilimenti di Roma, Sulmona e Campobasso e il call center sulmonese aveva comunicato altri tagli alla luce del reintegro di 30 operatori a Campobasso, disposto dal tribunale che ha rigettato i licenziamenti avviati dall’azienda. I tagli fatti in città nei mesi scorsi sono stati 87, più di 50 dei quali sono stati impugnati. Nel frattempo proseguono le assemblee coi lavoratori, che sono sempre più preoccupati per il loro destino e sempre più stressati, dal momento che vengono da otto anni di crisi e di ammortizzatori sociali. Non un periodo sereno per la seconda azienda del territorio, dunque, dopo la Magneti Marelli, coi suoi 400 operatori telefonici rimasti al lavoro, 250 assunti con contratto a tempo indeterminato e 150 con collaborazioni coordinate. Un tesoretto di posti di lavoro importante per un bacino come quello di Sulmona, che rappresenta uno sbocco occupazionale per tanti giovani e per tante famiglie della zona. Come fanno notare i sindacati. «Noi siamo pronti a fare il possibile per difendere i posti di lavoro», avverte Antonio De Simone della Fistel-Cisl, «ma anche la politica deve fare la sua parte e noi siamo pronti a coinvolgere tutti in questa delicata vertenza. In più, non ce la sentiamo di chiedere ulteriori sacrifici agli operatori e l’azienda non può aspettarsi molto».
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