Monastero della Beata Antonia: al via l’affidamento dei lavori

1 Febbraio 2022

La parte relativa all’intervento del Provveditorato è quella pubblica con annessi chiesa e portico L’altra, usata in passato come studentato, per il Comune non va ricostruita per far posto a una piazza

L’AQUILA. Il Provveditorato alle Opere pubbliche, con una determina, ha autorizzato l’Ufficio contratti a procedere all’affidamento dei «lavori di consolidamento del monastero della Beata Antonia». La scelta dell’impresa sarà fatta tra le sette ditte che hanno presentato l’offerta mediante la procedura negoziata (senza bando e previa consultazione di almeno dieci operatori economici). Il criterio di aggiudicazione è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa «secondo il miglior rapporto qualità-prezzo, valutata sulla base dei criteri qualitativi-quantitativi». Le spese per i lavori, si legge ancora nella determina «trovano copertura economica per 4 milioni a valere sui fondi previsti dalla delibera Cipe numero 44 del 2012 e per 600mila euro mediante rimodulazione dei fondi della stessa delibera, come da nota del 7 luglio 2021». La base d’appalto limitatamente alle opere edili è poco superiore ai 3 milioni. A questo punto il cantiere (salvo ricorsi) potrebbe aprire entro l’estate.
LA PARTE PUBBLICA
Va detto subito che la parte del monastero su cui interviene il Provveditorato è quella “pubblica” che dà su via Sassa con annessi chiesa e portico. La parte invece che confina con via Sallustio, che prima del sisma era uno studentato di proprietà delle suore Clarisse (che ci sono state fino al luglio 1997 prima di trasferirsi a Paganica) rientra nella ricostruzione privata e proprio la recente demolizione (per successiva ricostruzione) dell’edificio che dà su via Sallustio ha “svelato” la parte storica del monastero oggi oggetto della procedura negoziata avviata dal Provveditorato. Nel progetto si spiega che «l’aggregato oggetto di intervento è in effetti costituito da due unità strutturali ben distinte per caratteristiche e tecniche costruttive: un corpo A, di antica origine e costituito dalla chiesa della Beata Antonia, con annesso porticato e dai due bracci corti del monastero; un corpo B di realizzazione novecentesca prospiciente la via Sallustio, prima del sisma adibito ad attività didattiche. Il presente progetto riguarda esclusivamente il corpo A».
IL SISMA DEL 2009
«Il consolidamento e restauro del monastero della Beata Antonia, complesso ubicato nel centro storico dell’'Aquila tra via Sassa, via dell’Annunziata in Casaline e via Sallustio», si legge nella relazione al progetto, «si è reso necessario a seguito del sisma del 2009. Tutto il complesso è stato oggetto di messa in sicurezza attraverso l'installazione di opere provvisionali, interne ed esterne al corpo di fabbrica. Gli arredi lignei presenti (coro, organo, stalli, altare) sono stati rimossi, catalogati e depositati in luogo sicuro. Nella chiesa vi erano alcuni affreschi staccati e posti su supporti, che sono stati rimossi in occasione del sisma del 2009. Tra questi si ricorda l’Adorazione del Bambino di Andrea Delitio, probabilmente commissionato dalla stessa Antonia». Sulla parte privata, come è noto, c’è in ballo un progetto del Comune che prevede la non ricostruzione del palazzo abbattuto di recente per realizzare al suo posto una piazza raggiungibile da via Sallustio e con sullo sfondo l’antico Chiostro. (g.p.)
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