Monastero della Beata Antonia: il cantiere ai nastri di partenza

Al via il consolidamento (4,6 milioni) della parte pubblica che comprende anche la chiesa e il porticato Lo studentato delle Clarisse di via Sallustio (demolito) segue invece le regole della ricostruzione privata
L’AQUILA. Potrebbero partire in tempi brevi i lavori di consolidamento dello storico monastero della Beata Antonia in via Sassa. Il Provveditorato alle opere pubbliche ha avviato la procedura negoziata (più snella della gara di appalto) per un importo complessivo di progetto di 4,6 milioni di euro. I lavori veri e propri avranno un costo di 3 milioni di euro.
PARTE PUBBLICA
Va subito chiarito che la parte del monastero su cui interviene il Provveditorato è quella “pubblica” che dà su via Sassa con annessi chiesa e portico. La parte invece che confina con via Sallustio, che prima del sisma era uno studentato di proprietà delle suore Clarisse (si sono trasferite a Paganica nel 1997) rientra nella ricostruzione privata e proprio la recente demolizione (per successiva ricostruzione) dell’edificio che dà su via Sallustio ha “svelato” la parte storica del monastero oggi oggetto della procedura negoziata avviata dal Provveditorato. Nel progetto si spiega che «l’aggregato oggetto di intervento è in effetti costituito da due unità strutturali ben distinte per caratteristiche e tecniche costruttive: un corpo A, di antica origine e costituito dalla chiesa della Beata Antonia, con annesso porticato e dai due bracci corti del monastero; un corpo B di realizzazione novecentesca prospiciente via Sallustio, prima del sisma adibito ad attività didattiche. Il presente progetto riguarda esclusivamente il corpo A».
IL SISMA DEL 2009
«Il consolidamento e restauro del Monastero della Beata Antonia», si legge nella relazione al progetto, «si è reso necessario a seguito del terremoto dell’aprile del 2009. Tutto il complesso è stato oggetto di messa in sicurezza post-sisma attraverso l’installazione di opere provvisionali, interne ed esterne al corpo di fabbrica. Gli arredi lignei presenti (coro, organo, stalli, altare) sono stati rimossi, catalogati e depositati in luogo sicuro. Nella chiesa vi erano alcuni affreschi staccati e posti su supporti, che sono stati rimossi in occasione del sisma. Tra questi l’Adorazione del Bambino di Andrea Delitio, probabilmente commissionato dalla stessa Antonia».
OBIETTIVI DEL PROGETTO
«Il progetto esecutivo di restauro architettonico», scrivono i tecnici, «si prefigge come obiettivo di risolvere, conciliandole, le differenti criticità conservative che presenta un edificio sacro, le cui strutture architettoniche, decorate con pitture di grande pregio artistico, hanno subìto gravi danneggiamenti a seguito di dinamiche sismiche. Gli obiettivi da perseguire sono i seguenti: effettuare le riparazioni e gli interventi di rinforzo strutturale delle parti lesionate necessari per il ripristino delle condizioni di agibilità dell’immobile e il recupero delle condizioni di sicurezza statica precedenti. Inoltre realizzare i collegamenti e le connessioni strutturali necessari al miglioramento delle prestazioni sismiche, permettere nuovamente lo svolgimento delle funzioni nel luogo liturgico e negli spazi accessori mediante la ristrutturazione dei locali attraverso la valorizzazione delle valenze architettoniche dell’opera».
LA STORIA
Il complesso conventuale fu fondato nel 1349 per volontà testamentaria di Giacomo Gaglioffi con l’indicazione di erigere una nuova chiesa intitolata al Corpo di Cristo e affiancarle un ospedale per il ricovero dei poveri. Mentre la Chiesa venne costruita ex novo, l’ospedale sfruttò, almeno in parte, un precedente edificio costruito nel 1257, il palazzo Gaglioffi Benedetti. Le due strutture architettoniche furono rese comunicanti per mezzo di un ponte in muratura su via dell’Annunziata, che garantiva il passaggio delle Suore Domenicane. Nel 1447 San Giovanni da Capestrano affidò il convento ad Antonia da Firenze in veste di badessa delle Clarisse dell’Ordine di Santa Chiara. La Beata Antonia lo guidò per 7 anni. Morì il 29 febbraio 1472.
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