Monastero della Beata Antonia: pratica sbloccata, cantiere al via

Il Provveditorato ha affidato i lavori da tre milioni di euro per la parte pubblica del complesso Il progetto prevede il rinforzo strutturale per l’agibilità. Torneranno le celebrazioni liturgiche
L’AQUILA. Il Provveditorato alle Opere pubbliche ha affidato l’appalto, da quasi 3 milioni di euro, per i lavori di consolidamento dello storico monastero aquilano della Beata Antonia. La parte interessata è quella pubblica che dà su via Sassa con annessi chiesa e portico. La parte che invece confina con via Sallustio, che prima del sisma era uno studentato delle suore Clarisse, rientra nella ricostruzione privata.
IL SISMA DEL 2009
«Il consolidamento e restauro del monastero della Beata Antonia», si legge nella relazione al progetto, «si è reso necessario a seguito del terremoto dell'aprile del 2009. Tutto il complesso è stato oggetto di messa in sicurezza post sisma attraverso l'installazione di opere provvisionali, interne ed esterne al corpo di fabbrica. Gli arredi lignei presenti (coro, organo, stalli, altare della Beata Antonia) sono stati rimossi, catalogati e depositati in luogo sicuro. Nella chiesa vi erano alcuni affreschi staccati e posti su supporti, che sono stati rimossi in occasione del sisma del 2009. Tra questi si ricorda l’Adorazione del Bambino di Andrea Delitio, probabilmente commissionato dalla stessa Antonia».
IL PROGETTO
«Il progetto esecutivo di restauro architettonico», scrivono i tecnici, «si prefigge come obiettivo di risolvere, conciliandole, le differenti criticità conservative che presenta un edificio sacro, le cui strutture architettoniche, decorate con pitture di grande pregio artistico, hanno subìto gravi danneggiamenti a seguito di dinamiche sismiche. Gli obiettivi da perseguire sono i seguenti: effettuare le riparazioni e gli interventi di rinforzo strutturale delle parti lesionate, necessari per il ripristino delle condizioni di agibilità dell’immobile e il recupero delle condizioni di sicurezza statica precedenti. Realizzare i collegamenti e le connessioni strutturali necessari al miglioramento delle prestazioni sismiche. Permettere nuovamente lo svolgimento delle funzioni nel luogo liturgico e negli spazi accessori mediante la ristrutturazione dei locali e attraverso la valorizzazione delle valenze architettoniche dell’opera».
LA STORIA
Il complesso conventuale della Beata Antonia fu fondato nel 1349 per volontà testamentaria di Giacomo Gaglioffi. Nel 1447 San Giovanni da Capestrano affidò il Convento ad Antonia da Firenze in veste di badessa delle Clarisse dell’Ordine di Santa Chiara. La Beata Antonia lo guidò per 7 anni. Morì il 29 febbraio 1472.
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