Monastero di Sant’Angelo al palo
Un convegno-summit tra enti per fare il punto della situazione
OCRE. È annunciato come un convegno, ma in realtà sarà un vero e proprio summit tra enti per cercare di sbloccare lo stallo dei lavori di ristrutturazione del convento francescano di Sant’Angelo d’Ocre, monumento nazionale. L’appuntamento è fissato per sabato 29 febbraio alle 10, nell’ex monastero cistercense di Santo Spirito d’Ocre. L’iniziativa è dei comuni di Fossa e di Ocre e dell’Unla (Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo) di Ocre presieduta da Carmine Santarelli.
Nei mesi scorsi il sindaco di Ocre, Fausto Fracassi, è più volte intervenuto pubblicamente per lamentare il fatto che, pur essendo disponibili i soldi per far partire i lavori del primo lotto, il Provveditorato alle Opere pubbliche tarda a chiudere l’iter burocratico. All’iniziativa del 29 febbraio è prevista la partecipazione anche dei sindaci di Fossa Fabrizio Boccabella, L’Aquila Pierluigi Biondi – che è un dipendente in aspettativa del comune di Ocre –, Pizzoli Giovannino Anastasio. Ci sarà pure Antonio Lattanzi, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di San Demetrio-Rocca di Mezzo. Le relazioni introduttive saranno dell’ingegner Giacomo Di Marco (ex sindaco di Fossa) e di Gianfranco Ruggieri, dirigente della Soprintendenza per L’Aquila e il cratere. Autorevoli gli interventi: quello del nunzio apostolico monsignor Orlando Antonini e poi dell’architetto Franco De Vitis; Alessandra Vittorini soprintendente per L’Aquila e il cratere; Gennaro Di Maio del Provveditorato; Raffaele Fico, dirigente dell’Ufficio speciale per i comuni del cratere. Sono stati invitati il rettore della basilica di San Bernardino, padre Daniele Di Sipio, e i parroci di Fossa e San Panfilo d’Ocre, don Gaetano; San Martino e San Felice d’Ocre, don Cipriano; di Valle e Cavalletto d’Ocre, don Stefano; di Villa Sant’Angelo don Luigi; di Casentino e Sant’Eusanio, don Wieslaw; di Pizzoli, don Claudio; di Monticchio, don Cesare; di Roio, don Osman. Ci saranno anche rappresentanti di congregazioni e associazioni religiose. Il convento di Sant’Angelo è costruito su uno sperone di roccia del Monte Circolo. Realizzato come monastero di monache benedettine accanto alla preesistente chiesa di Sant’Angelo del Peschio, nel 1480 papa Sisto IV lo affidò a una comunità dell’Ordine dei frati minori ai quali nel 1593 subentrarono i Frati minori riformati.
Il convento nei secoli è stato una fucìna di santi e beati, tra cui il martire San Cesidio da Fossa (che lì a fine XIX secolo maturò la vocazione, morì poi ucciso in Cina), e i beati Bernardino da Fossa e Timoteo da Monticchio, venerati e celebrati ancora nei loro paesi di origine. Oggi il convento, danneggiato dal sisma del 2009, è ancora in attesa di ristrutturazione. (g.p.)
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