Monitoraggio delle macerie all’Aci, tutti i dubbi di Fli

12 Giugno 2016

L’AQUILA. Perplessità sull’affidamento all’Aci del servizio di monitoraggio delle macerie del terremoto. A sollevarle è Michele Malafoglia, portavoce del Circolo ’99 di Fratelli d’Italia, secondo il...

L’AQUILA. Perplessità sull’affidamento all’Aci del servizio di monitoraggio delle macerie del terremoto. A sollevarle è Michele Malafoglia, portavoce del Circolo ’99 di Fratelli d’Italia, secondo il quale, in base alla delibera dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), del 2 maggio scorso, «il servizio non poteva essere affidato direttamente all’Automobil Club dell’Aquila con l’applicazione dell’articolo 15 della legge 241 del 1990», quella sul procedimento amministrativo. Secondo Malafoglia, questa circostanza ha portato molte ditte impegnate nella ricostruzione a esborsi non dovuti. «L’affidamento del servizio tramite l’articolo 15 della legge generale sul procedimento amministrativo», sostiene Malafoglia, «non poteva essere effettuato in quanto difettava della nota essenziale di gratuità della prestazione. Benché la prestazione stessa fosse gratuita per l’amministrazione, tanto non si poteva dire per imprese che erano e sono costrette a usufruire del servizio di tracciamento, di cui l’Aci ha, di fatto il monopolio, a un prezzo da essa stessa stabilito (senza possibilità di concorrenza), sia per l’acquisto delle Obu, dispositivi Gps, che le imprese sono obbligate a montare sui mezzi, sia per il servizio di tracciamento on line. Poiché la nota Anac conclude invitando il Comune a procedere all’affidamento del servizio mediante gara d’appalto, ci chiediamo chi risarcirà le imprese per le somme probabilmente troppo alte e non soggette ad alcuna concorrenza che sono state costrette a versare dal 2012 a oggi, auspicando che a seguito di nuovo affidamento tramite gara d’appalto, gli eventuali costi di acquisto e sostituzione delle nuove Obu non ricadano sulle imprese stesse».

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