Monteluco di Roio Pineta abbandonata tra incuria e rimpalli

Il polmone verde che sovrasta la città mostra le sue ferite Una selva di ripetitori radio-tv e tutt’intorno la desolazione
L’AQUILA. La pineta di Roio, polmone verde della città, luogo per le mini-gite domenicali degli aquilani e punto di incontro per un panino, una chiacchierata o una romantica passeggiata, è da anni in abbandono. Due anni fa Fulgenzio Ciccozzi, lo storico di Roio, scrisse questa nota: “Una immagine di incuria e di abbandono è quella che si presenta a chi giunge a Monteluco di Roio. Roba da far impallidire anche il più avvezzo dei frequentatori di questi luoghi. Un’atmosfera che cancella con un tratto di penna la pregevole storia di questa località montana, distante poco più di un pugno di chilometri dall’Aquila. È chiusa la Rotonda, è chiuso lo storico ristorante. Solo una selva di antenne ha preso il sopravvento occupando un enorme spazio sul cocuzzolo del colle. Elementi che non sono certo un buon viatico per chi volesse trascorrere qualche ora a contatto con la natura. Scendendo lungo una stradina ciottolosa che passa in mezzo alla fitta trama di conifere, accanto alla vecchia gabbia del lupo – fortunatamente in disuso da decenni – sono rimasti solo gli alpini a custodire questo immenso patrimonio boschivo in cui un tempo le famiglie aquilane trovavano ristoro e gli scoiattoli scorrazzavano vivaci sugli alberi di pino. Era il 2001 quando mio zio Manlio mi invitò a scattare qualche foto per l’inaugurazione della casina delle volpi appena restaurata dal gruppo alpini di Roio. Alcuni di loro non ci sono più, ed è triste sapere che la Pineta versa in uno stato comatoso che il terremoto ha definitivamente certificato”.
Ventiquattro mesi dopo nulla è cambiato. Anzi, per forza di cose, tutto è peggiorato, come dimostrano le foto che Fulgenzio Ciccozzi ha scattato domenica scorsa documentando il degrado e l’abbandono. Di Monteluco e della sua pineta (nella quale sorge anche il grande edificio sede, prima del terremoto, della facoltà di Ingegneria che oggi è ospitata nella nuova struttura che sorge a poca distanza risistemata dopo i danni causati dal sisma) si parla quasi esclusivamente in relazione alle antenne che si trovano sul punto più alto e che preoccupano non poco per il possibile inquinamento elettromagnetico.
Per il resto, silenzio da parte degli amministratori locali e polemiche su chi attribuire la colpa del degrado che durano lo spazio di un mattino.
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