Montereale al palo Partiti 24 cantieri per il sisma 2009

15 Luglio 2018

La denuncia del sindaco Giorgi: «Per i danni 2016 tutto fermo» Sotto accusa le procedure per la ricostruzione leggera

MONTEREALE. «Se non cambiano le regole qui si chiude». Il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi spara a zero sulla ricostruzione mancata. È appena finita la protesta del consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci sulla superstrada-chimera. Venti di secessione spirano dalla frazione di Aringo, dove per alcuni, già residenti a Roma, sarebbe meglio passare con il Lazio. Gli amministratori arginano a fatica il malcontento della popolazione, sempre più ridotta. E di chi, come i commercianti e i ristoratori, pagano il mancato ritorno del popolo delle seconde case. Insomma, si profila un’estate calda nell’Alto Aterno, con nuove possibili mobilitazioni.
«La ricostruzione 2016 non è proprio partita», attacca Giorgi. «Tutto fermo, zero pratiche autorizzate. Per la cosiddetta ricostruzione leggera le condizioni per partire non ci sono. Ci sono case con danni lievi e che, con piccoli interventi, potrebbero tornare agibili, ma il complesso meccanismo burocratico non fa partire i lavori. Le persone sono in autonoma sistemazione a 400 euro a testa al mese e se non si prende di petto la situazione saranno guai. A questo si aggiungono le problematiche derivanti dallo smantellamento degli uffici territoriali della ricostruzione, con accentramento di forze e strutture a Fossa. Noi sindaci», dice Giorgi, che ha l’appoggio, in questa battaglia, del primo cittadino di Pizzoli Giovannino Anastasio, «siamo stati tagliati fuori. Non si contesta, certamente, la chiusura di uffici che producevano poche pratiche l’anno, ma gli auspici erano altri. Anziché estromettere chi sta sul territorio e accentrare tutto, si sarebbe potuto, invece, ridistribuire il personale nei vari Comuni, a stretto contatto coi sindaci. Del resto, fino alla costituzione degli Utr, quando decidevano i Comuni, sono state autorizzate diverse pratiche». Per il sisma 2016 Montereale ha uno sportello territoriale, ma i risultati non sono quelli sperati. «Da circa due settimane l’ufficio non è operativo, con disagi enormi per i tecnici e la popolazione che non trova nessuno».
I numeri sono impietosi. Per i danni 2009, appena 41 i cantieri di aggregati autorizzati con provvedimento dell’Utr di Barete nell’arco temporale di 5 anni in cui l’ufficio è stato operativo. Ne sono partiti 24, pochi quelli terminati.
«Se non cambiano le regole non si partirà mai», aggiunge Giorgi. «Aspettiamo prima di tutto un commissario per la ricostruzione. La mancanza di un referente del governo si fa sentire. Il problema principale, per il 2016, è la cabina di regia a Roma che mette da parte i sindaci. La Regione, nel frattempo, col presidente-senatore e vicecommissario, almeno per quanto riguarda il sisma 2016 e 2017, ha la sua responsabilità politica che non può essere addebitata ad altri. Ma anche la Provincia è inadempiente. Basti pensare alla strada da Campotosto a Montereale, chiusa da mesi. L’ente non riesce a riaprirla sebbene la protezione civile abbia messo a disposizione le risorse. I lavori non sono partiti, tanto che ho scritto al prefetto per fissare un incontro col presidente della Provincia, che ha le risorse e le competenze ma non sistema quella strada».
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