Montereale tra frane e voto in vista

26 Marzo 2011

Ricostruzione, nel Comune commissariato le emergenze restano tante

MONTEREALE. Un Comune da rimettere in sesto. In tutti i sensi. Montereale aspetta il voto di maggio con la certezza che chiunque andrà a sedersi nella sede inagibile, e quindi da ristrutturare, avrà davanti un sacco di cose da fare. Si parla più di elezioni che di terremoto nel centro dell'Alta valle dell'Aterno commissariato la scorsa estate dopo le dimissioni in massa dei consiglieri. Tra frane sulle strade, scuole da demolire, chiese danneggiate e progetti E fermi da sette mesi c'è davvero parecchio da fare.

Il viaggio della redazione mobile del Centro comincia nella sede comunale dove il commissario Francesco Zito e il subcommissario Roberta Di Silvestro sono in scadenza di mandato. La macchina elettorale si è già messa in moto. Si profila la presentazione di tre liste. La prima fa riferimento al sindaco uscente Lucia Pandolfi (consigliere provinciale dell'Idv) che schiera come capolista Gianni Sabatini. La seconda, sempre di centrosinistra, potrebbe puntare sul medico Fabrizio Stocchi e aggregare elementi scontenti della precedente gestione. Il terzo schieramento potrebbe lanciare un volto nuovo, la giovane manager Anna Rita Laurenzi. Situazione ancora fluida, mentre i problemi del paese sono tutti lì. Comune puntellato e inagibile, chiesa del beato Andrea inagibile, così come la parrocchiale di Santa Maria Assunta.

Risalendo verso la parte alta del paese, con l'ex consigliere comunale Marcella Polidori, protagonista di tante battaglie, che fa da guida sulle emergenze architettoniche nel degrado, si nota palazzo Baiocco, altra proprietà comunale che avrebbe bisogno di una risistemata e che aspetta lavori da anni. A destra, invece, spicca Palazzo Farnese con un bel restauro. Sulla piazza che domina la vallata, col Gran Sasso da un lato e il Terminillo dall'altro, inagibile anche la cappella rotonda del Palazzo.

L'ex carcere, ristrutturato, è in buone condizioni così come la torre civica. Nascosto tra i rovi e l'erba alta un metro, invece, è il complesso del convento di San Francesco, dalla cripta a volta gotica. Una proprietà privata che si sta lentamente sbriciolando. Da qui si gode una splendida veduta ma pare che la questione del recupero non sia di grosso interesse, come si rammarica la signora Polidori. Ai cancelli, il cartoncino verde «Istituto vendite giudiziarie» con tanto di divieto d'accesso forse disegna il futuro di questo complesso.

Scendendo ancora, la chiesa della Madonna del Carmine è salva grazie a un precedente restauro. La camminata prosegue verso il centro. Non prima di incontrare gli allevatori Alfredo e Carmine Patrizi che, con Antonio Crudele, sono alle prese coi problemi di un settore in forte crisi. «Troppe spese e andare in pari è già un'impresa», dicono in coro. «E il terremoto ha peggiorato la situazione».

Più avanti sulla strada c'è una frana che impedisce il transito alle auto. Tra via Ricci e via di porta Marana lo scivolamento del terreno rappresenta un pericolo. Un'altra frana, poi, interessa la strada per Borbona. Da qui si vedono le scuole, elementare e media, oggetto di riclassificazioni confliggenti. Di conseguenza, altri lavori bloccati e alunni tutti nella scuola provvisoria. E i lavori privati? L'ufficio tecnico del Comune è intasato: «L'ingegnere arriva un giorno e mezzo a settimana», dice una cittadina che deve riparare la sua casa E per cui da sette mesi ha presentato il progetto senza avere risposte. «Di questo passo non ne usciamo».

Quanto, poi, alle frazioni, il discorso si complica. Ad Aringo, dove c'è gente che non torna da due anni perché gli immobili sono stati dichiarati quasi tutti inagibili, è nato il comitato coordinato da Dario Tudini che promette battaglia. Il viaggio costeggia casa Ciarrapico e termina di fronte a caffè e tisichelle che le suore di clausura di San Leonardo mettono nella ruota girevole per gli ospiti, ricevendone, in cambio, una copia del Centro. Chiesa inagibile, piove nelle camere. Ma loro sorridono: «Sia lodato Gesù e Maria».

© RIPRODUZIONE RISERVATA