Monticchio senza chiesa e con tanta zona rossa

1 Aprile 2011

I puntellamenti finiscono nel mirino dei residenti: "Fateci rientrare a casa". Niente spazi sociali, oratorio pronto a fine estate

L'AQUILA. «Maledetti puntellamenti». Mario Lucantoni, che è anche vicepresidente del centro anziani (senza sede, come tutte le altre associazioni della frazione) se potesse le sposterebbe lui queste enormi morse che stringono la casa dirimpetto alla sua, in via Sant'Antonio. «Voglio rientrare a casa mia. I lavori li pago io, basta che mi fanno tornare qui. Impossibile, dopo due anni, vivere ancora fuori casa».

Non regge il paragone coi danni della vicina Onna, ma anche Monticchio (146 case classificate E) ha i suoi problemi. La gente aspetta il Centro davanti al bar per raccontarli. «Hanno speso soldi per puntellare case disabitate da 100 anni», impreca Mario mentre accompagna i cronisti nella zona rossa di Monticchio. «Hanno fatto i danni, sì, non solo il terremoto ma anche dopo. Di fronte a casa mia, dopo i puntellamenti, si sono avute infiltrazioni d'acqua che allagano le cantine. Ho chiesto al Comune di togliere gli ingombri dalla strada e di fasciare le case in un altro modo. Mi hanno risposto che non possono toccarli perché sono stati fatti dai vigili del fuoco. Mi sembra assurdo. Il Comune conosce bene la situazione ma nessuno interviene».

Anche Enrico Cocciolone, consigliere di circoscrizione che sta seguendo la battaglia contro la realizzazione dell'impianto a biomasse su cui pende un ricorso al Tar, ha qualcosa da ridire sui puntellamenti anche se ricorda che il rientro nel centro storico del paese è anche legato al ripristino della rete del metano. «Si stanno mettendo in sicurezza anche edifici fatiscenti», ammette. «Poi, quando si tratterà di togliere tutto, altri progetti, altre spese».

«Il vero problema di Monticchio è l'aspetto sociale che, a quanto pare, sta a cuore soltanto alle associazioni che operano sul territorio senza mezzi e senza sede», evidenzia Giuliana Spagnoli dell'associazione La Fiaccola che è in possesso di un carteggio con l'amministrazione per la richiesta di usufruire del secondo piano di un edificio comunale adibito a scuola. Un'istanza rimasta inevasa, alla quale si è aggiunto anche il centro anziani «Gianna Carosone» che proprio sabato 9 aprile ha in programma un gemellaggio con Cesenatico per cui ci si dovrà spostare a Onna. Allora, in mancanza d'altro, tutti insieme appassionatamente nella tenda-chiesa, dalla messa alle riunioni politiche, dagli anziani al cinema, dalle feste ai funerali. Un centro polifunzionale donato dai bresciani dovrebbe sorgere al campo sportivo, lontano dal centro del paese. Ma dopo due anni di scartoffie e di incontri bilaterali l'oratorio da 900mila euro potrebbe essere pronto dopo l'estate.

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