il fatto

Avezzano. Violentata in strada a 16 anni Arrestato un giovane egiziano

6 Giugno 2026

Donna assiste dalla finestra di casa, gira un video con il telefonino e dà l’allarme

AVEZZANO

È successo ancora. Stavolta in un anfratto a pochi metri da una scuola per l’infanzia, nella zona nord di Avezzano. La violenza si è consumata in strada, quando non era ancora calata la sera. Con la forza, senza umanità alcuna. Solo istinto animalesco, a violare il corpo e l’innocenza di un’adolescente di appena 16 anni, in stato di alterazione a causa dell’uso smodato di sostanze alcoliche. L’orco, un 21enne egiziano, O.A.E. le sue iniziali, è stato catturato durante lo stupro. È rinchiuso nel carcere di Avezzano in attesa dell’udienza di convalida. Resta l’orrore per l’ennesimo caso di abuso brutale e primitivo, che manda in tilt le famiglie e alle stelle la paura. In una città già segnata da tanti, troppi episodi di microcriminalità.

LA RICOSTRUZIONE DELL’ACCADUTO

L’aggressione è avvenuta in via Massimiliano Kolbe, a pochi passi da un asilo nido. Zona frequentata ogni giorno da decine e decine di persone. La scena del crimine è uno spicchio parzialmente appartato e poco illuminato del quartiere, dove si trovano molte scuole e il Teatro dei Marsi.

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Provvidenziale l’intervento di una residente, che ha realizzato quanto stesse accadendo e richiesto l’intervento urgente delle forze dell’ordine. La donna, affacciata alla finestra della propria abitazione, ha notato i movimenti sospetti nel parcheggio antistante la struttura scolastica. È trascorso qualche secondo, poi ha compreso la rapida escalation degenerativa degli eventi. Ha preso il telefono e composto il numero d’emergenza 112. Impaurita, incapace di realizzare fino in fondo l’orrore che aveva di fronte, in attesa dell’arrivo dei carabinieri, ha filmato la scena con il proprio smartphone. Quel video risulterà un elemento chiave nell’ambito della ricostruzione dei fatti, già acquisito tra le fonti di prova nel fascicolo per violenza sessuale aperto dalla Procura. I militari, sopraggiunti in un lampo, hanno raggiunto, bloccato e arrestato il responsabile. Si tratta di un 20enne nato in Egitto e residente a Tagliacozzo, fino all’altro giorno incensurato. Stando a una prima ricostruzione, ha agito con lucida ferocia. Avrebbe approfittato dello stato confusionale della vittima, le cui facoltà erano alterate dall’assunzione di alcol (elemento che potrebbe divenire un’aggravante in ottica processuale per la posizione dell’aggressore, qualora fosse stato lui stesso a farla bere). Ha fatto uso della forza bruta per trascinarla nell’anfratto isolato, nonostante i disperati tentativi della giovane di divincolarsi. A quel punto l’ha gettata a terra e ha abusato di lei.

L’INCHIESTA

e IL SEQUESTRO DI ABITI

Un intervento congiunto tra i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Avezzano e dei colleghi della stazione di Trasacco. Giunti sul posto, hanno interrotto la violenza e bloccato il ventenne egiziano. A supporto anche un’ambulanza del 118. I sanitari hanno soccorso la 16enne in stato di choc. La studentessa è residente in un paese a pochi chilometri da Avezzano. È stata trasportata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. I medici hanno accertato i traumi compatibili con l’abuso sessuale e – in attesa di ulteriori esami biologici e clinici – l’hanno dimessa. I suoi indumenti sono stati posti sotto sequestro per i riscontri della scientifica. Nel frattempo, i carabinieri hanno rintracciato e avvertito i genitori. Il pubblico ministero di turno, Luigi Sgambati, ha formalizzato l’arresto in flagranza di reato con le pesantissime accuse di violenza sessuale aggravata dalla minorata difesa della vittima e dalla minore età, elemento, quest’ultimo, che da solo, aumenterebbe l’eventuale pena di un terzo. Nel frattempo, il marito della donna che per prima ha lanciato l’allarme ha fornito dettagli testimoniali rilevanti a riscontro del video che ha immortalato la violenza. Sono stati posti sotto sequestro, su disposizione di Sgambati, anche i vestiti del 20enne egiziano per i necessari accertamenti biologici. Gli investigatori cercheranno di capire se il giovane abbia costretto la 16enne a ubriacarsi.

LA POCA SICUREZZA

Il dramma si inserisce in un contesto cittadino già logoro e teso, che ribadisce un caso sicurezza rivelato dai numeri della cronaca locale. Una città nell’occhio del ciclone, ancora emotivamente immersa nel caso della morte di Antonio Libertini, per tutti Tonino il tabaccaio, noto e stimato commerciante deceduto martedì all’età di 62 anni a causa di un arresto cardiaco. L’uomo è rimasto vittima dello choc emotivo per il furto subito nella propria abitazione, devastata dai ladri. E proprio questa tragedia ha scoperchiato il vaso di Pandora di una sempre più evidente presenza criminale legata ai reati di varia natura. A cominciare dai furti messi a segno da gruppi organizzati capaci di colpire ripetutamente quartieri periferici e semicentrali, con una buona conoscenza delle dinamiche del territorio e delle abitudini di vita delle vittime. Spesso agiscono utilizzando auto a noleggio a lungo termine per non essere rintracciati. In questo contesto di tensioni, lo stupro ai danni di una sedicenne può diventare deflagrante. A tutto ciò si aggiunge la crescente emorragia di personale delle forze dell’ordine. Il commissariato di polizia in primis trova difficoltà persino a coprire i turni delle Volanti. Un problema noto da tempo ma che non trova soluzioni.

UN’EMERGENZA

SOCIALE

La violenza di via Kolbe non è un fulmine a ciel sereno, ma solo la punta di un iceberg a tinte rosse, in gran parte sommerso, che i dati ufficiali della Procura di Avezzano tratteggiano con lucidità. Nel bilancio annuale relativo al 2025, i numeri legati ai reati di genere sul territorio della Marsica configurano una vera e propria emergenza sociale e giudiziaria. Sono stati ben 267 i codici rossi denunciati e finiti sul tavolo dei magistrati avezzanesi nel corso dell’ultimo anno. E se di questi, la fetta più consistente riguarda i maltrattamenti in famiglia con 167 casi, seguiti da 74 vicende di stalking, il dato più drammatico è proprio quello delle violenze sessuali: ben 26 casi registrati in appena dodici mesi, solo nel territorio del comprensorio. E dietro le cifre e le percentuali, ci sono le storie delle donne. Italiane, straniere, non c’è differenza. Sono tutte segnate dal terrore quotidiano di vivere. E di sopravvivere.

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