Morì in auto, l’amico assolto dopo 10 anni

L’incidente risale al 2011 e avvenne di notte in via Caduti di Nassiriya: perse la vita il 21enne Di Renzo
CELANO. È stato assolto dall’accusa di omicidio colposo il conducente dell’auto a bordo della quale viaggiava un giovane morto dopo la caduta dal finestrino.
«Il fatto non sussiste» la formula assolutoria pronunciata dal giudice del tribunale di Avezzano Marianna Minotti.
È la fine di un incubo lungo 10 anni per Carlo Stornelli, 31 anni di Celano. L’incidente si era verificato il 20 marzo del 2011 alle 3 di notte in via Caduti di Nassiriya a Celano.
La vittima, Marco Di Renzo anche lui del posto, all’epoca aveva 21 anni. Il ragazzo era morto dopo circa un mese dal tragico incidente per le gravi ferite riportate. Nell’auto condotta da Stornelli viaggiavano Di Renzo e un terzo ragazzo.
La vittima, durante la corsa, si sarebbe sporta dal finestrino cadendo rovinosamente sull’asfalto. Inizialmente si pensava che avesse colpito un palo.
Al 31enne la pubblica accusa aveva contestato di essersi messo alla guida sotto l’effetto dell’alcol e per questo di non essersi accorto che il veicolo si stava avvicinando troppo al palo sul bordo della strada percorsa.
Titolare del fascicolo era il sostituto procuratore Andrea Padalino Morichini. Nel corso del lungo procedimento, però, è emerso che l’impatto contro il palo non c’era mai stato e che la maniglia dell’auto alla quale la vittima probabilmente aveva cercato di afferrarsi aveva ceduto.
L’auto condotta da Stornelli era seguita da un’altra vettura con a bordo un gruppo di giovani, tutti chiamati al processo come testimoni oculari.
La difesa, composta dagli avvocati Antonio Milo e Lucio Cotturone, ha sostenuto che tra l’incidente e il prelievo di sangue era trascorso un arco temporale durante il quale Stornelli avrebbe potuto assumere alcolici.
Sul luogo dell’incidente, infatti, era intervenuta solo l’ambulanza e l’imputato si era recato in pronto soccorso con il padre solo tre ore più tardi.
Inoltre non era stato informato della possibilità di farsi assistere da un legale. La parte civile è stata rappresentata dagli avvocati Franco Colucci e Gaetano Stornelli, mentre il responsabile civile si è affidata al legale Fabrizio Travaglini.
La vicenda aveva suscitato molto scalpore tanto che il giudice dopo aver pronunciato la sentenza ha richiesto l’intervento della polizia per motivi di sicurezza.
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