Morì in un incidente, chiesto risarcimento

5 Gennaio 2024

I familiari di un 54enne denunciano la Asl: «La vittima non era idonea alla guida a causa di patologie»

SULMONA. La sua vita si era fermata il 14 agosto 2019 sulla strada 479 Sannite, sul territorio comunale di Sulmona, nei pressi del bivio della stazione di Introdacqua. Ma la morte di Antonio Di Censo, 54 anni, finisce davanti al giudice civile del tribunale peligno. A intentare il procedimento nei confronti della Asl, chiamata in causa per un maxi risarcimento di 500 mila euro, sono stati i familiari tramite l’avvocato del foro di Sulmona, Giovanni Autiero Celidonio. Quel giorno il 54enne, che viveva nella frazione Cavate, aveva iniziato il turno di lavoro e stava procedendo con le consegne nei canali irrigui della zona del Consorzio di bonifica quando, improvvisamente, perse il controllo del mezzo ed uscì fuori strada, schiantandosi contro un cancello di un terreno agricolo. Una carambola mortale dovuta a un malore alla guida, come accertò l’autopsia eseguita dal medico legale, Luigi Miccolis. I familiari di Di Censo contestano però alla Asl una serie di omissioni che, a loro dire, avrebbero cagionato il decesso. Innanzitutto, nella denuncia presentata, si contesta l’omessa considerazione delle gravi patologie di cui era affetto l’uomo. La Asl, secondo i familiari della vittima, avrebbe sottovalutato le valutazioni di ordine neurologico che lo stesso ospedale aveva diagnosticato. Inoltre l’azienda sanitaria, sempre secondo quanto sollevato dai familiari, aveva ritenuto risolutivo un intervento di bypass al cuore, quando non era questa la problematica rappresentata e aveva omesso di allertare le autorità sul fatto che Di Censo non era idoneo alla guida. Lo stesso 54enne aveva avvertito di tale problema gli ospedali di Sulmona e L’Aquila, durante le varie degenze. Tra il 2018 e il 2019, furono ben otto gli incidenti stradali di cui il 54enne si rese protagonista, sempre per via delle patologie di cui era affetto, ovvero una perdita improvvisa di sensi che stava cercando di curare. In uno di questi incidenti, il 9 marzo 2019, perse la vita 52enne che viaggiava a bordo della vettura condotta da Di Censo. Fatti che hanno spinto i familiari a promuovere l’azione risarcitoria nei confronti della Asl. (a.d.a.)
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