Morì nel crollo del palazzo, sì al risarcimento

20 Giugno 2024

Sentenza ribaltata in Appello: ministero condannato a versare 1,2 milioni ai familiari di una studentessa

L’AQUILA. La Corte d’Appello ha condannato il ministero per le Infrastrutture al pagamento di quasi un milione e 200mila euro per il crollo di un palazzo in via Poggio Santa Maria, nella zona di Villa Gioia, nella notte del 6 aprile 2009. Nel tragico terremoto tra le vittime anche Enza Terzini, studentessa di 21 anni della provincia di Pescara. Il tribunale dell’Aquila aveva respinto la richiesta di risarcimento dei parenti ritenendo i termini in prescrizione. Non è stata dello stesso avviso la Corte d’Appello che, l’altro giorno, ha ribaltato la sentenza di primo grado, affermando che «lo stesso ministero nel sollevare tale eccezione, sia stato generico, non indicando esattamente quando la prescrizione sarebbe intervenuta e quali conseguenze avrebbe comportato». Ma i giudici sono andati oltre. Ribadendo ciò che avevano stabilito i periti, la Corte d’Appello ha rimarcato che «alla base del crollo dell’edificio ci sono gravi errori progettuali di calcolo, l’appesantimento dell’immobile e la qualità di materiali utilizzati. I consulenti, infatti, avevano escluso che il terremoto sia stata causa «unica e determinante» del crollo. Se costruito correttamente, avevano evidenziato i periti, l’edificio avrebbe retto anche alle ripetute scosse sismiche. (a.d.a.)