Morgante si dimette dall’Adsu: ora può candidarsi alle Regionali

12 Novembre 2023

La presidente (in quota Lega) sarà sostituita per adesso dal vice Pensa, che eredita un ente nel caos Con gli ultimi decreti ha dato il via ad azioni legali contro gli ex direttori e un atto della giunta Marsilio

L’AQUILA. La corsa elettorale per le Regionali decapita un altro ente pubblico aquilano. Il più in difficoltà di tutti, l’Adsu. La presidente Eliana Morgante ha infatti lasciato la guida dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila per candidarsi con la Lega. Le sue sono «dimissioni immediate e irrevocabili», motivate «dalla rimozione delle cause di incandidabilità elettorale». Stessa cosa, del resto, hanno fatto gli esponenti di Fratelli d’Italia Paolo Federico, sindaco di Navelli che si è dimesso dalla comunità montana Montagna Aquilana e dall’Asp 1, e Alessandro Piccinini, che se ne è andato dalla Gran Sasso Acqua (vedi articolo in pagina). Tutti loro avevano tempo fino ieri per non incorrere nell’incompatibilità tra il ruolo di vertice di ente pubblico e la candidatura per un posto in consiglio regionale alle elezioni del 10 marzo prossimo.
A guidare il consiglio di amministrazione dell’Adsu sarà per il momento il vicepresidente Antonio Pensa. Morgante lascia però un’azienda in pieno caos, che è anche senza direttore, dopo la revoca dell’incarico a Paola Di Salvatore. Ed è proprio alla questione direttore che Morgante ha dedicato la maggior parte dei suoi ultimi atti ufficiali.
Due decreti presidenziali affidano incarichi legali all’avvocato Massimiliano Placidi per un totale di quasi 30mila euro. Quello dell’8 novembre è per «l’incarico di assistenza e consulenza legale a difesa e tutela dell’azienda rispetto all’accertamento di tutti i profili di illegittimità riscontrati e riscontrabili nell’operato e nelle attività compite dal direttore revocato Paola Di Salvatore», ma anche l’incarico di difesa nel ricorso presentato dalla stessa Di Salvatore. Cinque giorni prima, invece, con il decreto del 3 novembre, ha affidato a Placidi l’assistenza rispetto «agli attacchi falsi e strumentali mossi da soggetti terzi nei confronti dell’azienda». E anche quello dell’assistenza «al fine di esaminare la regolarità dell’intero procedimento amministrativo che ha condotto all’adozione della delibera di giunta regionale 129 del 14 marzo 2023», quella cioè che ha sancito lo scambio tra l’allora direttore dell’Adsu Luca Valente e la dirigente della Regione Paola Di Salvatore. Ma ancora, Placidi dovrà «render specifico parere in merito alle cause che, ancora oggi, non hanno consentito all’Adsu di avere un direttore e, nel caso, all’individuazione dei soggetti responsabili, che saranno eventualmente chiamati a rispondere dei danni subiti e subendi da parte dell’azienda». Il 3 novembre un altro affidamento legale, questa volta all’avvocato Giuseppe Mastroddi, per resistere invece contro il ricorso avanzato dall’ex direttore Valente.
Poi ci sono le difficoltà dovute proprio all’assenza di un direttore che gestisca la macchina amministrtiva: tra gli ultimi atti di Morgante ci sono i decreti che hanno dato mandato agli uffici di sbloccare il pagamento degli stipendi di ottobre ai dipendenti e che hanno approvato la graduatoria per l’assegnazione delle borse di studio agli universitari.
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