Morì per l’infezione in ospedale: tre medici finiscono a processo

22 Maggio 2026

Il giudice scagiona altri tre colleghi. L’inchiesta sul decesso di un 74enne avvenuto al San Salvatore. Per la Procura, gli imputati ritardarono la terapia corretta limitandosi all’utilizzo di una pomata

L’AQUILA. Tre rinvii a giudizio e tre proscioglimenti. Li ha decisi, ieri, la giudice per le udienze preliminari, Jolanda Di Rosa, che ha così mandato a processo tre dei sei medici del reparto di neurologia del San Salvatore dell’Aquila, indagati per omicidio colposo in concorso a seguito della denuncia presentata dai familiari di Calvino Meco, il 74enne di Filetto deceduto nel settembre del 2023 all’ospedale San Salvatore dell’Aquila a causa di un’infezione da stafilococco, forse contratta solo dopo aver varcato la soglia di quella stessa struttura. Si tratta di Davide Cerone, Tommasina Russo e Luana Evangelista.

Prosciolti invece Rocco Totaro, Patrizia Sucapane e Francesca Pistoia. Con la Procura che contesta ai medici «negligenza, imprudenza e imperizia. La condotta degli imputati», recita infatti il capo d’imputazione, «non era stata esaustiva», dal momento che «sarebbe stato opportuno effettuare un approfondimento diagnostico a carico dell’arto superiore sinistro, quantomeno un’ecografia». Nel mirino ci sarebbe in particolare l’ago-cannula utilizzato per l’accesso venoso applicato al paziente in fase di ricovero.

Il sospetto degli inquirenti è che la fascite necrotizzante che ha portato al decesso del 74enne, abbia innescato la sepsi poi risultata fatale proprio a partire dalle operazioni di incannulamento, con il polso del paziente descritto come «localmente arrossato, dolente e caldo al termotatto». Una condizione che, secondo l’accusa, sarebbe stata trattata con una semplice terapia antibiotica in crema, in luogo di una terapia adeguata, somministrata invece in ritardo. Nella vicenda c’era stata una precedente richiesta di archiviazione del pubblico ministero, Guido Cocco, rigettata però dal giudice Marco Billi. I familiari del 74enne, costituitisi parte civile, sono tutti rappresentati dall’avvocato Maria Teresa Di Rocco. Il processo comincerà il 5 novembre.

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