Morrone, s’indaga per incendio doloso

31 Luglio 2023

Trovati gli inneschi, sotto esame le fototrappole della zona. Vigili del fuoco e protezione civile anche ieri al lavoro nell’area

PRATOLA PELIGNA. La situazione sembra sotto controllo ma il Morrone resta in queste ore sorvegliato speciale, costantemente monitorato e con operazioni di spegnimento di qualche focolaio e bonifica in corso. Intanto dopo la scoperta di inneschi la Procura di Sulmona indaga per incendio doloso. Quella di ieri è stata un’altra giornata di grande lavoro per mettere in sicurezza le zone dell’incendio. Le fiamme alte sono state domate ma le radici e il sottobosco continuano in alcuni punti ad ardere. Focolai che, alimentati dal vento, si sono in alcuni punti riaccesi sabato e anche ieri in località Laccio Rosso e nei pressi del Colle delle Vacche. Vigili del fuoco, volontari di protezione civile e carabinieri forestali sono tornati al lavoro dalle 6 di ieri (ma l’area resta presidiata anche durante la notte) per prevenire situazioni di rischio in una domenica caratterizzata dal rialzo delle temperature e dal vento. Sul posto anche un elicottero e un Canadair che hanno effettuato diversi lanci d'acqua per contenere la situazione soprattutto nell’area di Colle delle Vacche, già messa a dura prova nella giornata di sabato con la riapertura di un nuovo fronte. Si tratta dell'area più colpita dall'incendio sul Morrone dove radici e sottobosco, fino a ieri, continuavano ad ardere. Si lavora, dunque, sia per la sorveglianza che per il pronto intervento. Intanto si contano i danni. «Si parla di circa 600 ettari di bosco andati distrutti», dice il sindaco di Pratola Peligna Antonella Di Nino, «un dato allarmante, ma per fortuna il fuoco ha semplicemente lambito le pinete perché se le avesse raggiunte, il bilancio sarebbe stato ancora più devastante». La Procura della Repubblica di Sulmona ha i aperto un fascicolo contro ignoti sul rogo che ha devastato il monte Morrone per la seconda volta nel giro di 6 anni. I carabinieri forestali hanno trovato tracce di inneschi nei pressi dell’ex cava di Bagnaturo e sono in corso le analisi delle fototrappole presenti nella zona, per ricostruire tutti i movimenti delle auto e delle persone nell’area pedemontana. «È stata un’altra ferita che non ci aspettavamo», aggiunge Di Nino, «la nostra comunità è molto provata». L’area sarà sottoposta anche oggi a bonifica e controlli. (d.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.