Morte delle sorelle Antonini, riparte la causa

27 Ottobre 2022

In scena la prima udienza per ricostruire il fascicolo andato perduto, dibattimento dall’8 novembre

L’AQUILA. Sono passate poco più di due settimane dalla diffusione della sentenza choc che ha assegnato il concorso di colpa a tre vittime del terremoto del 2009. E ieri mattina, dopo le proteste che hanno invaso la città e non solo, tutti i protagonisti di quella causa civile si sono ritrovati di nuovo insieme nel tribunale dell’Aquila. Nell’Aula E del piano terra del palazzo di giustizia aquilano c’erano tutti tranne uno: la giudice Monica Croci, che quella sentenza l’ha pronunciata e che invece in quello stesso momento si trovava a poche decine di metri di distanza, al piano meno 1 dello stesso tribunale a seguire altre udienze di altre cause penali.
È stata infatti assegnata al collega giudice Baldovino De Sensi la causa civile bis sui risarcimenti per la morte delle sorelle Giusy e Genny Antonini, anche loro vittime del crollo della palazzina di via Campo di Fossa 6/B. La richiesta di risarcimenti che le riguardano era stata infatti stralciata dalla stessa sentenza choc perché era impossibile formulare un verdetto: in tribunale era infatti andato perso il loro fascicolo, come ammette la stessa sentenza.
Il giudice De Sensi, nell’udienza di ieri, non ha quindi potuto fare altro che avviare la pratica per la ricostruzione del fascicolo perduto, atto preliminare prima di poter davvero cominciare a trattare la causa civile vera e propria.
Fornite dagli stessi avvocati, le carte sono già pronte. Ma i legali delle varie parti in causa avranno ancora qualche giorno per vagliarle e per controllare che il fascicolo sia stato ricostruito correttamente.
La discussione nel merito della causa è stata infatti rinviata all’8 novembre. Quell’udienza potrebbe anche essere l’ultima della causa civile: la sentenza potrebbe arrivare in tempi brevi, secondo i legali interessati anche entro la fine dell’anno.
Il giudice Baldovino De Sensi avrà gli occhi puntati addosso e non potrebbe essere altrimenti, visto il clamore suscitato dal pronunciamento della collega. In particolare, se come Croci assegnerà o meno un concorso di colpa del 30% anche alle due sorelle Antonini per la loro stessa morte, per essere rimaste a dormire in quella tragica notte del 6 aprile 2009. Tra le grandi questioni in ballo nella causa civile, c’è anche la responsabilità “in solido” dei proprietari degli alloggi crollati, e quindi del condominio (difeso dall’avvocato Luciano Dell’Orso), richiesta – finora invano – dall’Avvocatura dello Stato. (l.t.)