Morte di Ose, indagato l’autista I sindacati: «Basta morti bianche»

Aperta l’inchiesta. Per il conducente del camion, un albanese di 38 anni, l’accusa è omicidio colposo Appello della Cgil: «Non si può più morire di lavoro». Alle 17.30 l’addio ad Aneke al cimitero di Sora
AVEZZANO. Si terranno oggi pomeriggio i funerali di Osimen Aneke, per tutti “Ose”, 32 anni, investito da un camion mentre eseguiva interventi di manutenzione sull’A25, tra Avezzano e Magliano de’ Marsi. Il conducente del camion è stato accusato di omicidio colposo dalla procura di Avezzano, che indaga sull’incidente. I sindacati chiedono che la politica torni a occuparsi in modo serio del tema della sicurezza e della prevenzione sui posti di lavoro. Il 32enne stava rimuovendo un cantiere mobile nei pressi del casello autostradale di Avezzano. Cantiere installato nei giorni scorsi al fine di permettere la realizzazione del nuovo manto stradale sul tratto interessato.
L’ULTIMO SALUTO
La cerimonia è stata fissata alle 17.30, nel cimitero di Sora, dove il giovane nigeriano, da tempo in Italia, viveva con la compagna incinta di 5 mesi. La giovane vittima era credente e frequentava la parrocchia. La salma, che è stata rilasciata già ieri e messa a disposizione dei familiari, sarà trasferita dall’obitorio dell’ospedale di Avezzano, dove è stata allestita la camera ardente, al cimitero di Sora. Osimen Aneke era arrivato in Italia da adolescente e, poco prima di compiere 18 anni, si era trasferito a Sora dove viveva in località Pontrinio. Da diversi anni lavorava con l’azienda di manutenzione stradale e tra poco sarebbe diventato papà. La sua compagna infatti aspettava un bambino e lui non vedeva l’ora di poter coronare il suo sogno di essere padre. A Sora lo conoscevano tutti e oltre a lavorare con diverse persone del posto frequentava la parrocchia del Divino Amore e la Confraternita prendendo parte a tutte le cerimonie organizzate dai fedeli.
L’INCHIESTA
Sul caso è stata aperta un’inchiesta della procura di Avezzano che coordina le indagini svolte dagli agenti della polizia stradale. Il conducente del camion, un albanese di 38 anni, da 20 in Italia, è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. L’uomo dopo l’incidente si è fermato per prestare soccorso anche se per l’operaio nigeriano non c’era più nulla da fare. L’investimento è avvenuto al chilometro 78 e 700 e secondo la ricostruzione degli agenti della Polstrada di Avezzano, intervenuti sul posto per eseguire i rilievi, il giovane operaio era sceso dal mezzo di servizio e stava recuperando la segnaletica stradale di un cantiere mobile prima di finire il turno di lavoro. Proprio in quel momento, per cause ancora in corso di accertamento, è stato travolto dal camion. Il nigeriano stava lavorando per una società di Sora che si occupa della manutenzione stradale per conto di Anas sulle arterie autostradali abruzzesi.
MORTI BIANCHE
Sulla questione ha preso posizione Francesco Marrelli, segretario generale della Cgil L’Aquila, e Domenico Fontana, segretario trasporti e infrastrutture della Cgil L’Aquila. «Ancora un morto sul lavoro», affermano, «ancora una volta siamo costretti a piangere una vita, una vita finita e spezzata nel bisogno primario di procurarsi da vivere. Avviene in estate, avviene nel periodo dell’anno in cui molti italiani raggiungono le località del meritato riposo. Le chiamano morti bianche», continuano, «in realtà sono rosse come il sangue versato. Una condizione talmente frequente da non destare più indignazione. Siamo fiduciosi che le istituzioni facciano gli approfondimenti affinché emergano le responsabilità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

