Morte di Tommaso, depositata la perizia

L’esperto Ruggeri deve chiarire due punti: perché l’auto si è sfrenata e se c’era sicurezza nell’asilo
L’AQUILA. È stata depositata la perizia del consulente tecnico incaricato dalla Procura di ricostruire la dinamica dell’incidente avvenuto il 18 maggio scorso all’asilo Primo maggio dell’Aquila. Incidente che costò la vita al piccolo Tommaso D’Agostino, di soli 4 anni, e il ferimento di altri cinque bimbi. La relazione del perito Cristiano Ruggeri – lo stesso si sta occupando del caso della bambina travolta dall’altalena a San Pelino di Avezzano – dovrebbe aiutare a chiarire i due punti chiave dell’inchiesta: cos’è accaduto alla Passat che, sfrenandosi, ha travolto i sei bambini, mentre il secondo, più complicato, è legato alla sicurezza dei luoghi scolastici. Le risultanze della consulenza potrebbero allargare la portata del fascicolo d’inchiesta che, per ora, vede come unica indagata per omicidio e lesioni stradali N.R.B., 38 anni, di nazionalità bulgara. La donna è difesa dall’avvocato Francesco Valentini. Si tratta della mamma conducente della Passat che aveva parcheggiato l’auto con a bordo il figlio 12enne, nello spazio interno alla scuola, per riprendere altri due figli, gemelli, nell’istituto scolastico. L’automobile si è sfrenata sfondando la rete di recinzione, non ancorata al muro ma a terra, che delimitava il giardino dove i bambini stavano giocando. Sei i bimbi investiti dalla Volkswagen impazzita. Una piccola è stata presa di striscio e cadendo si è procurata una ferita alla testa. Gli altri cinque, invece, sono rimasti incastrati sotto la station wagon. Il 27 ottobre scorso era stata depositata la relazione dall’autopsia eseguita sul corpicino del piccolo Tommaso dal medico legale Giuseppe Calvisi, il quale ha stabilito che il bimbo è morto sul colpo o qualche istante dopo l’investimento. La famiglia del bimbo è assistita dall’avvocato Tommaso Colella. Lo scorso luglio il procuratore per i minorenni dell’Aquila, David Mancini, ha chiesto l’archiviazione delle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose a carico del dodicenne che per via della sua età, inferiore ai 14 anni, non sarebbe stato comunque imputabile. Restano invece da chiarire eventuali responsabilità a carico di coloro che avrebbero dovuto garantire l’incolumità dei piccoli. L’inchiesta è coordinata dal sostituto Stefano Gallo. (f.d.m.)

