Morte promoter, ascoltati i parenti

29 Febbraio 2016

Gli investigatori vogliono sapere se Di Giacomo avesse problemi economici

L’AQUILA. Sono ancora in corso le indagini della polizia sulle cause che hanno indotto Stefano Di Giacomo, 51enne, promoter finanziario originario di Avezzano ma residente all’Aquila, a togliersi la vita. Dopo l’intervento della Volante della questura, a guida del commissario capo Nicola Di Pasquale, del caso si stanno occupando ora gli uomini della squadra Mobile, diretti dal dirigente Maurilio Grasso. Gli agenti hanno ascoltato la testimonianza dei familiari di Di Giacomo per cercare di capire cosa possa averlo portato al gesto disperato. Probabilmente oggi la Procura deciderà la data dell’autopsia. La scomparsa del 51enne era stata denunciata giovedì dal fratello, alla stazione dei carabinieri di Avezzano. L’uomo aveva raccontato ai militari che dal pomeriggio precedente non si avevano notizie di lui, e che era partito da Ancona per far rientro a Sassa, la frazione dell’Aquila dove viveva con la compagna. Di Giacomo è stato poi trovato senza vita nei locali della Fineco, dove lavorava, nel nucleo industriale di Bazzano. Nella stanza non c’erano biglietti o lettere d’addio.

Di Giacomo lascia anche due figli, che ha avuto dalla prima moglie. Gli inquirenti stanno tentando di accertare se l’uomo avesse avuto problemi sul lavoro o se le cause che lo hanno portato a togliersi la vita siano da cercare altrove. Il 51enne ha lavorato per diverse banche, ad Avezzano, a Pescara e infine all’Aquila, fino a specializzarsi come promotore finanziario.

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