Morte sospetta, medici assolti

5 Luglio 2015

Un 52enne morì dopo un intervento, ma due dottori e un infermiere non hanno responsabilità

AVEZZANO. Paziente in gravi condizioni restò al pronto soccorso in attesa di accertamenti chirurgici per quattro ore perché i medici reperibili erano impegnati in altri interventi. Alla fine, dopo l’operazione, morì. Ora due medici e un infermiere, finiti sotto processo per omicidio colposo, sono stati assolti dal giudice del tribunale di Avezzano. Si tratta della dottoressa Maria Teresa Perrotta, dell’infermiere Emilio Di Cosimo e del chirurgo Loreto Scipioni. I fatti risalgono al pomeriggio del 21 gennaio 2009 quando Carmine Ferreri, 52 anni, di Avezzano, arriva al pronto soccorso con una emorragia allo stomaco e sangue dalla bocca intorno alle 17.53. Viene stabilito che necessita subito di un esame endoscopico, ma i chirurghi reperibili stanno operando. La dottoressa Perrotta, dopo gli accertamenti, e la terapia, visto la gravità e il tempo che trascorreva inesorabile si decide e invia il paziente alla clinica Di Lorenzo dove c'è la sala operatoria e il chirurgo disponibili per l'esame. Una volta sull'ambulanza, però, c’è una nuova grave emorragia e l’infermiere decide di riportare il paziente in ospedale. A quel punto sono continuate le cure, rimandando ancora l’endoscopista. Alle 21.50, ben quattro ore dopo l’arrivo al pronto soccorso, è necessario operare e viene richiesto l’intervento del chirurgo Scipioni che è in ospedale anche se non reperibile come chirurgo. Il medico non si tira indietro ed esegue l’operazione, ma ormai è troppo tardi e il paziente non ce la fa. Gli accusati erano difesi dagli avvocati Franco Colucci, Antonio Palladini e Gianfranco Restaino.

Pietro Guida

©RIPRODUZIONE RISERVATA