Morto a 54 anni, sotto inchiesta l’amico

Fabio Pieri indagato per il decesso di Cerrone che aveva ospitato nel Progetto Case a Paganica. Il pm ipotizza l’overdose
L’AQUILA. L’inchiesta per capire la causa della morte di Maurizio Cerrone, avvenuta nell’appartamento del Progetto Case di Paganica, dove l’amico Fabio Pieri lo aveva ospitato, fa un passo avanti: e a finire sotto inchiesta è lo stesso Pieri con un’accusa pesante, ovvero morte come conseguenza di altro delitto e detenzione a fine di spaccio.
Il pm Roberta D’Avolio, ipotizza che la tragedia sia stata causata da droga e l’autopsia, che è stata fatta ieri, è finalizzata ad accertare se davvero il 54enne, che viveva a Tempera, sia deceduto per overdose o a causa di un malore. La conseguenza di questa seconda ipotesi sarebbe l’archiviazione del caso.
I risultati degli esami tossicologici si conosceranno tra due mesi. L’uomo aveva trascorso la serata con l’amico per poi andare a dormire nell’abitazione di questi. Alle prime luci dell’alba di venerdì scorso c’è stato il malore con il decesso improvviso del 54enne: è la seconda volta, in pochi mesi, che nella stessa abitazione muore improvvisamente un amico dell’assegnatario. Infatti ad agosto scorso lì morì un giovane per un micidiale cocktail di farmaci e droga.
E, in questo intreccio di drammi, va ricordato che nello scorso settembre era stato trovato senza vita, all’interno di uno stabile inagibile Asl, in viale Duca degli Abruzzi, Alberto Cerrone, fratello di Maurizio, morto per overdose.
Inevitabile, quindi, che la Procura e i carabinieri vogliano vederci chiaro. I militari della stazione di Paganica, coordinati dal luogotenente Nunzio Gentile, hanno sequestrato il telefonino dell’indagato per capire se abbia avuto contatti con spacciatori.
Ma, secondo quanto riferisce il suo avvocato, Giulio Lazzaro, Pieri non solo nega di aver fornito droga, ma riferisce che il suo amico quando è andato a casa sua non sembrava in buone condizioni di salute, ma mai avrebbe pensato a un tale epilogo. Gli ha dato una stanza per dormire e poi è morto nel sonno. Al suo risveglio la tragedia inattesa: lo ha trovato senza vita e ha chiamato il 118 nella speranza che potesse essere rianimato. Altre indagini saranno fatte ricostruendo gli ultimi contatti telefonici della vittima. Nella casa di Pieri non è stata trovata droga altrimenti sarebbe stato arrestato. Nella giornata di ieri, infine, il gip del tribunale ha convalidato il fermo di pg di Maurizio Regondi, arrestato dai carabinieri con l’accusa di detenzione di spaccio di un discreto quantitativo di eroina. A Regondi, persona nota alle forze dell’ordine, sono stati concessi gli arresti domiciliari su richiesta dell’avvocato Giulio Lazzaro in vista di un rito alternativo.
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