Morto il medico che sfidò il K2 Sulmona in lutto per Madrigale

Grande appassionato di montagna: partecipò con altri sulmonesi alla spedizione sull’Himalaya Il 10 dicembre l’ultima escursione sul sentiero della Maiella dedicato all’amico Guido Maiorano
SULMONA. Sgomento e cordoglio unanime in città per la scomparsa del medico Geppino Madrigale, deceduto nel pomeriggio di ieri a soli 70 anni. Madrigale era assai conosciuto e stimato sia per la sua attività professionale sia per la sua passione di sempre, l'alpinismo. E con altri amici sulmonesi era stato protagonista di una spedizione al K2, una delle vette dell’Himalaya. Ma si era distinto anche in altre imprese legate a questa passione che mai lo ha abbandonato. Anche quando è stato aggredito da una grave malattia contro la quale ha combattuto come un leone, ma con grande serenità. Fino all'ultimo aveva partecipato ad escursioni e iniziative in montagna. L’ultima il 10 dicembre scorso quando insieme ai suoi amici, ha inaugurato “Il Sentiero di Guido”, posando una pietra della Maiella all'inizio del sentiero che porta al bosco di Mandra Castrata sul Morrone, dove furono uccise nell’agosto del 1997 da un pastore macedone , Tamara Gobbo e Silvia Olivetti, le due turiste venete. Sentiero che ha voluto dedicare al suo amico Guido “Zeze” Maiorano, indimenticato proprietario del Rifugio Celidonio, a Passo San Leonardo, morto nel novembre del 2020.
Madrigale amava la montagna, ma amava anche altri sport come lo sci e la bicicletta. Sua grande passione era anche la fotografia naturalistica: tante le immagini scattate nelle sue escursioni in montagna, alcune delle quali dei veri capolavori. Uomo gioviale e di compagnia era sempre in movimento tra la sua missione di medico e la sua voglia di stare con le persone. Tra le sue tante passioni c’era anche quella per la musica e per la chitarra tanto da mettere su un gruppo di vecchi amici “Gli Angeli Neri”, con i quali si divertiva a suonare anche nelle feste di piazza e nei matrimoni. «Ho appena saputo della scomparsa di Geppino Madrigale. Voglio ricordarlo in questo modo. Ciao Geppino, un abbraccio dagli Angeli Neri», ha scritto sui social l’amico Mario De Santis. Fino all’altro giorno passeggiava per le strade cittadine salutando chiunque lo incrociasse e fermandosi a bere un bicchiere e a farsi una chiacchierata con gli amici di sempre. Da circa un anno era andato in pensione ma non aveva smesso di svolgere la sua missione di medico, dando consigli a tutti su terapie e medicinali. Madrigale lascia la moglie e due figlie. La camera ardente è stata allestita nella casa funeraria Caliendo Celestial. Il rito funebre sarà celebrato domani, alle 11, nella chiesa di San Francesco di Paola.
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