«Morto per la caduta dal palazzo»
L’autopsia conferma i sospetti: il giovane ha tentato di arrampicarsi
AVEZZANO. L’ipotesi che la morte del 31enne possa essere stata causata da una caduta accidentale resta la più attendibile. A questa conclusione è arrivato l’anatomopatologo Cristian D’Ovidio che ieri, all’obitorio dell’ospedale di Avezzano, ha eseguito l’autopsia sul corpo di Cristian Mihai, il muratore romeno che ha perso la vita nel cortile di una palazzina tra via Parri e via Saragat. Inizialmente gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, hanno aperto una inchiesta per omicidio colposo in quanto non avevano elementi utili per formulare una ipotesi certa sulle cause del decesso. Ieri le prime analisi hanno fugato quasi tutti gli interrogativi, escludendo le ipotese di aggressione, colluttazione o suicidio. Resta, quindi, solo la pista quella dell’incidente. Verosimilmente, come già ipotizzato dal magistrato e dagli agenti del commissariato, Cristian Mihai, avendo dimenticato le chiavi di casa, ha tentato di arrampicarsi all’ultimo piano dell’edificio. Non si è appurato, al momento, se il giovane fosse sotto effetto di alcol o altre sostanze che ne hanno provocato un’alterazione psicofisica. Secondo quanto riferito da alcuni suoi connazionali, la sera precedente l’incidente era uscito di casa senza farvi ritorno per la notte.
ANZIANO DECEDUTO. Una morte determinata da cause naturali. Gli ematomi e le ferite presenti sul volto sono stati causati da processi naturali con il caldo degli ultimi giorni. Queste le ipotesi formulate dal medico legale D’Ovidio che ieri, nell’obitorio dell’ospedale di Avezzano, ha effettuato l’autopsia sul corpo di Luigi Lolli di 93 anni, il pensionato ritrovato senza vita, in un prato di via delle Industrie. (pa.gu.)
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