Morto Rosati, l’uomo che aiutava i disabili

Aveva 61 anni, fondatore della Comunità 24 Luglio e di Abitare Insieme. Gli amici: resterà il suo esempio
L’AQUILA. Commozione e incredulità per la morte di Francesco Rosati, tra i fondatori della Comunità 24 Luglio e dell’associazione Abitare Insieme, scomparso improvvisamente sabato. Ieri, l’ultimo saluto nella chiesa di San Mario, nel quartiere della Torretta. Il prossimo 9 febbraio avrebbe compiuto 62 anni. «Con Francesco perdiamo, oltre che un caro amico, un uomo buono e generoso», scrivono volontari e operatori delle due realtà, da anni punto di riferimento per le persone disabili in città, «era radicato in lui il valore della solidarietà che ha praticato per tutta la sua vita. Francesco lascia un vuoto incolmabile, ma resterà per sempre in noi il suo esempio e il suo ricordo».
Con lui, il presidente della Comunità 24 Luglio, Gaspare Ferella, ha condiviso tante battaglie: «Francesco», ricorda, «era una persona buona e altruista, obiettore di coscienza e volontario della nostra Comunità. Un perno dell’associazione nei primi anni di costituzione e fino ad oggi sempre presente e partecipe nei momenti di socialità e dello stare insieme, un amico carissimo, fraterno, che ci lascia».
Cita il libro del Siracide per dare valore all’amicizia che li ha legati Gianvito Pappalepore (Abitare Insieme): «Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro». E poi, ancora: «Per un amico fedele, non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore». Un senso che si ritrova anche nella storia di Gesù. «In tutti i vangeli», sottolinea Pappalepore, «Gesù pianse tre volte, una di queste fu per la morte del suo amico Lazzaro. L’amicizia è una delle cose più importanti della nostra vita, è un vero dono, una grazia e Francesco è stato un amico caro e sincero per tanti di noi. Francesco è stato un uomo buono, che ha condiviso con noi gran parte della sua vita… dai primi anni negli scout alla nascita della Comunità della 24 luglio e ancora dell’associazione Abitare Insieme. Francesco», conclude, «ci mancherai molto, il tuo vuoto non sarà mai colmato, ma ti prego restaci ancora vicino, perché eri tu l’anima del nostro stare insieme, resta al nostro fianco perché abbiamo ancora bisogno della tua presenza». (fab.i.)
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