Morì a 61 anni per il batterio killer La famiglia chiede 800mila euro

La perizia del tribunale: infezione contratta per imperizia e imprudenza, ci sono responsabilità mediche La donna di Avezzano venne ricoverata nell’ospedale Cisanello di Pisa per un intervento al cuore
AVEZZANO. È morta in seguito a un batterio killer contratto dopo un intervento chirurgico al cuore in un ospedale di Pisa. A tre anni dal decesso di una 61enne di Avezzano arriva una svolta nelle indagini. La perizia medico legale fatta eseguire dal giudice del tribunale della città toscana, Luca Pruneti, ha infatti stabilito che vi è un nesso tra la scomparsa della donna e l’intervento chirurgico. La relazione è stata depositata dalla dottoressa Silvia Tambuscio (specialista in medicina legale) e dal professor Enzo Raise (specialista in malattie infettive). La famiglia della donna, che in questi anni si è sempre battuta alla ricerca della verità, ha chiesto un risarcimento danni materiali e morali di 800mila euro. I familiari sono assistiti dall’avvocato Berardino Terra del Foro di Avezzano.
LA STORIA
La donna venne ricoverata all’ospedale di Cisanello di Pisa – Spedali riuniti Santa Chiara dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana – alla fine di agosto 2020 per eseguire un intervento al cuore (valvuloplastica tricuspidale). La 61enne fu quindi trasferita nella cardiochirurgia dell’ospedale toscano con una specifica diagnosi (evidenziati agli atti). Operazione eseguita dopo circa 20 giorni. Al termine dell’intervento, la donna venne trasferita in Rianimazione ed estubata dopo poche ore. Ma le condizioni cliniche peggiorarono in modo repentino e sei giorni dopo la paziente risultò anche positiva per un’infezione sistemica da Morganella Morganii con costante rialzo dei valori dei globuli bianchi. I giorni successivi, gli esami ematochimici e i parametri vitali mostrarono un progressivo peggioramento del quadro clinico, fino ai primi di ottobre quando i sanitari registravano il decesso della paziente avezzanese.
COSì LA PERIZIA
Stando agli accertamenti medico legali disposti dal tribunale, la donna ebbe a contrarre, durante il ricovero, «una infezione sistemica da Morganella Morganii». Infezione che «attraverso il quadro acuto di uno stato di shock settico» ebbe a «determinarne il decesso in concorso con il precario equilibrio in cui ebbe a versare la paziente in conseguenza dell’intervento».
LE POSSIBILI COLPE
Secondo i periti del tribunale «la suddetta infezione da Morganella Morganii contratta dalla paziente non fu neppure prontamente intercettata ed adeguatamente trattata, cosicché l’infezione stessa ebbe ad evolvere indisturbata provocando il quadro clinico testé menzionato che in definitiva condusse a morte la paziente». Sempre per i due specialisti «risulta censurabile per colpa dovuta ad imperizia, negligenza ed imprudenza, la condotta dei sanitari del presidio ospedalieri di Cisanello di Pisa anche per la terapia antibiotica adottata da detti sanitari e somministrata al paziente». Concludono i periti: «In definitiva, la responsabilità dei sanitari e anche della azienda sanitaria sussiste tanto per aver contratto ingiustamente il paziente presso detta struttura ospedaliera l’infezione nosocomiale sistemica da Morganella Morganii, prevenibile e prevedibile, quanto per aver detti sanitari fornito alla paziente cure inadeguate, incongrue e non tempestive e sia per le patologie sofferte al momento del suo ricovero e sia per l’infezione nosocomiale ivi contratta e sia in riferimento a tutte le procedure chirurgiche ed accertamenti strumentali invasivi praticati con insuccesso sulla signora».
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