Mostacci e il caso biogas: «Qui già troppi tumori»

25 Settembre 2019

COLLARMELE. Antonio Mostacci, sindaco di Collarmele, comune sul cui territorio dovrebbe sorgere l’impianto di biometano, con una lettera aperta indirizzata al presidente della giunta regionale, Marco...

COLLARMELE. Antonio Mostacci, sindaco di Collarmele, comune sul cui territorio dovrebbe sorgere l’impianto di biometano, con una lettera aperta indirizzata al presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, e ai consiglieri, spiega perché la comunità che egli rappresenta si oppone alla realizzazione della struttura.
Le ragioni sono di natura sociale. Mostacci fa presente che, mentre a livello nazionale il contributo medio relativo alla potenza di impianti di energia rinnovabile è di 4 Mw per ogni mille abitanti e in Abruzzo di 9 Mw, a Collarmele è di oltre 40 Mw (34 circa da eolico, 6,5 da fotovoltaico e 1 da biomasse). Dunque il rapporto è 10 volte superiore alla media nazionale e di oltre 5 volte a quella regionale. «Continuare a insistere su questo territorio, marginale e in grande difficoltà», sottolinea il sindaco di Collarmele, «con interventi che hanno grosse ricadute sia sotto l’aspetto morfologico sia psicologico dei cittadini, appare assurdo e incomprensibile». Un altro elemento da tenere presente sono le difficoltà che le aree interne stanno vivendo con progressivo spopolamento. «Da questo processo di marginalizzazione», rileva Mostacci, «hanno tratto profitto e vi hanno contribuito alcuni soggetti privati e pubblici che hanno estratto risorse, anziché innovare». Fatte tali premesse, il sindaco si sofferma sull’impianto in questione, che creerebbe «grandissimi problemi», in quanto sorgerebbe «su un territorio già pesantemente condizionato da impianti di energia rinnovabile che ne hanno profondamente modificato, in peggio, l’aspetto e il paesaggio», sottrarrebbe «suolo alla fonte primaria di reddito della Marsica», e oltretutto sarebbe «a ridosso di zone di produzione di prodotti Ipg: carote e patate». Inoltre, sorgerebbe «su un territorio emotivamente sconvolto da un’alta incidenza di malattie tumorali». Dopo avere fatto presente che le «preoccupazioni» di Collarmele sono analoghe a quelle di San Benedetto e di Pescina, il sindaco Mostacci chiede al presidente Marsilio e ai consiglieri regionali «di farsi portatori, ognuno nei limiti delle vostre competenze, di questo messaggio, affinché si trovi il giusto compromesso fra le esigenze di realizzare impianti di energie rinnovabili e le esigenze reali e concrete di una collettività che si sente vessata e lasciata sola dalle istituzioni».
Intanto, il presidente locale del Wwf, Antonello Santilli, pur riconoscendo che «il biometano può avere un ruolo fondamentale nella strategia energetica italiana e nella lotta ai cambiamenti climatici, in quanto è in grado di evitare l’immissione di gas serra di almeno il 75% rispetto ai combustibili fossili», si chiede se sia «giusto che la popolazione di un territorio in cui esistono già impianti di trattamento rifiuti, debba ancora una volta subire l’insediamento di altre strutture di tal genere».