Mostra “Terra Levis” per tre mesi

I reperti archeologici in vetrina all’Aia dei Musei da sabato fino al 10 gennaio
AVEZZANO. Una mostra archeologica originale, quella che verrà inaugurata sabato all’Aia dei Musei di Avezzano. L’originalità sta nel dare un’anima alle fredde iscrizioni, soprattutto funerarie, sui reperti. E la traduzione di quelle iscrizioni sarà recitata in una rappresentazione teatrale che darà ai visitatori delle emozioni che, dalla semplice lettura degli epitaffi, non potrebbero mai provato.
Il titolo della mostra “Terra levis” è stato tratto da una poesia in memoria di una bambina, Erotion, di appena sei anni, scritta dal poeta latino Marziale duemila anni fa. Il poeta, dopo avere rivelato la sua sofferenza per la perdita della piccola – figlia di due suoi schiavi anch'essi defunti – alla quale era molto affezionato, chiude il canto con un’invocazione: “Non esserle pesante, o terra, lei infatti non lo fu per te”. Tra le iscrizioni funebri, rinvenute in tutti questi anni durante gli scavi eseguiti nella Marsica, non mancano di sicuro quelle che ci riportino all’epicedio di Marziale e non è da escludere che qualcuna rientri nel repertorio della compagnia teatrale “Lanciavicchio” che, all’inaugurazione delle mostra, fissata per le 16, farà seguire una pièce dal titolo “Raccontare le pietre”. Un incontro-spettacolo che il Lanciavicchio riproporrà il giorno dopo, domenica, alle 17, sempre all’Aia dei Musei. Stavolta però il tema sarà il prosciugamento del Lago con l’infinità di reperti archeologici venuti la luce. Il titolo pertanto sarà: “Raccontare l’acqua”. Regista dei due spettacoli sarà Antonio Silvagni, direttrice artistica Stefania Evandro. Gli attori saranno: Angie Cabrera, Stefania Evandro, Alberto Santucci e Rita Scognamiglio. Le musiche, eseguite dal vivo, sono di Giuseppe Morgante e Germana Rossi.
«Quelle degli attori», spiega la direttrice artistica del Teatro Lanciavicchio, «saranno parole che le pietre ci trasmettono a migliaia di anni di distanza, e prendono di nuovo voce e diventano presenti. Attraverso il teatro, le parole mute delle pietre tornano a essere di nuovo vive, si fanno corpo e raccontano di una colonia, come ad esempio fu Alba, del suo farsi comunità, dei prigionieri che l’hanno abitata e delle mille mani sconosciute che l’hanno scolpita e curata nei secoli, per farla arrivare fino a noi oggi, e consentirci di intuire come si svolgesse la vita in quella città circa duemila anni fa». Per quanto riguarda invece il secondo spettacolo, esso verterà sulle «memorie storiche e mitologiche fiorite nei secoli intorno al Lago Fucino». Una mostra, dunque, che vede impegnati in questi giorni Flavia De Sanctis, presidente dell’associazione Antiqua, che da anni gestisce l’Aia dei Musei; Emanuela Ceccaroni, funzionaria della Soprintendenza archeologia, beni culturali e paesaggio d’Abruzzo e responsabile degli scavi nella Marsica; i Teatri dei Marsi, il Teatro Lanciavicchio e il Comune di Avezzano. La mostra, che rimarrà aperta fino al 10 gennaio, dovrebbe costituire uno stimolo per riaprire senza ulteriori indugi l'Emissario di Claudio. Ai visitatori della mostra, purtroppo, verranno negate le emozioni che di sicuro avrebbero provato se fosse stato loro consentito di addentrarsi in qualcuno dei cunicoli già messi in sicurezza dalla Soprintendenza. Cunicoli che dall'Aia dei Musei si possono raggiungere a piedi in 10 minuti.
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