Movida alla Perdonanza, è scontro in tribunale sulla musica
Una nuova battaglia ha inizio, in quella che è una vera e propria guerra legale sulla movida notturna aquilana. Le parti in causa sono sempre le stesse. Da una parte c’è il comitato “Cittadini per il...
Una nuova battaglia ha inizio, in quella che è una vera e propria guerra legale sulla movida notturna aquilana. Le parti in causa sono sempre le stesse. Da una parte c’è il comitato “Cittadini per il centro storico”, che, con la presidente Claudia Aloisio, ha impugnato davanti ai giudici del Tribunale amministrativo regionale l’ordinanza con cui il sindaco Pierluigi Biondi ha concesso la deroga ai limiti orari per la diffusione della musica a eventi e locali durante il periodo della Perdonanza. Dall’altra parte c’è il Comune dell’Aquila stesso, che nei giorni scorsi ha deciso di costituirsi in giudizio per difendersi. «Il provvedimento comunale risulta emanato con richiamo alla normativa nazionale, regionale e locale in tema di riduzione dell’inquinamento acustico», scrive la giunta nella delibera facendo riferimento all’ordinanza, motivando quindi la decisione di opporsi al ricorso al fine «di spiegare l’opportuna attività processuale» e «di tutelare gli interessi dell’ente».
Il Tar ha già rigettato la richiesta di sospensiva dell’ordinanza, quindi si entrerà subito nel merito della discussione. Si tratta, come detto, solo di uno dei tanti scontri legali in corso tra comitato e Comune. Alcuni sono entrati nel vivo proprio durante l’estate: a luglio l’ente è stato condannato dal Tar in due casi per non aver rispettato le richieste di accesso agli atti dei cittadini, che chiedevano di vedere le autorizzazioni dei locali. La richiesta di accesso agli atti è mossa preliminare per avviare azioni legali nel tribunale civile sul diritto alla quiete pubblica.
Il Tar ha già rigettato la richiesta di sospensiva dell’ordinanza, quindi si entrerà subito nel merito della discussione. Si tratta, come detto, solo di uno dei tanti scontri legali in corso tra comitato e Comune. Alcuni sono entrati nel vivo proprio durante l’estate: a luglio l’ente è stato condannato dal Tar in due casi per non aver rispettato le richieste di accesso agli atti dei cittadini, che chiedevano di vedere le autorizzazioni dei locali. La richiesta di accesso agli atti è mossa preliminare per avviare azioni legali nel tribunale civile sul diritto alla quiete pubblica.

