Movida, arriva il piano rumore: nuove regole per eventi e locali

28 Settembre 2023

Piazze del centro fuori dalle aree destinate a concerti e spettacoli, limiti orari fissati alle 23 e alle 24 Ma nelle grandi manifestazioni musica fino alle 2. Sanzioni fino a 15mila euro. Via alle osservazioni

L’AQUILA. I cantieri, le industrie, ma soprattutto la musica dei locali della movida e le manifestazioni di piazza. Per tutte queste attività sono in arrivo nuove regole sulle emissioni sonore sul territorio dell’Aquila: dopo lunga attesa e feroci polemiche, si è sbloccata la pratica del Piano di classificazione urbanistica, il cosiddetto “piano rumore”. La giunta Biondi ha infatti adottato la prima versione del nuovo strumento urbanistico, aprendo la fase delle osservazioni: per due mesi, cittadini ed enti potranno chiedere modifiche al piano. Poi sarà il consiglio comunale a votare la versione definitiva del testo e a farlo quindi entrare in vigore.
«Per la prima volta in quasi trent’anni il Comune si dota del piano di classificazione acustica», commenta l’assessore alla Transizione ecologica Fabrizio Taranta, che sullo strumento urbanistico ci ha messo la faccia. «Così l’amministrazione disciplina i livelli massimi di rumore ammessi all’interno del territorio, in funzione della pianificazione della attività produttive in essere e previste, della distribuzione degli insediamenti residenziali e di tutte le specificità socioeconomiche del territorio. La zonizzazione è quindi un atto tecnico-politico di governo del territorio, nel quale sono valorizzati gli aspetti di tutela della popolazione dall’inquinamento acustico».
Tra le oltre 300 pagine del piano, redatto dalla Tecnocreo con lo studio di architettura Annalisa Pirrello, ci sono tavole, analisi, ma soprattutto la divisione in zone del territorio aquilano – con diverse fasce di sensibilità a cui corrispondono diversi limiti di emissioni sonore massime – e infine il nuovo regolamento acustico comunale, composto da 27 articoli. Analizziamo quelli che entrano nel merito della questione che più divide la città, la gestione della movida rumorosa.
GLI EVENTI
Innanzitutto gli eventi. Il regolamento acustico contenuto nel piano rumore indica quali sono le aree in cui si possono tenere le manifestazioni (quindi spettacoli, concerti, feste popolari e sagre, per esempio): piazza Duomo, Villa comunale, scalinata di San Bernardino, area antistante l’Auditorium del Parco del Castello, l’area antistante la basilica di Collemaggio, l’aeroporto di Preturo, gli stadi comunali e le piazze delle frazioni. Qui le manifestazioni devono rispettare certi limiti di decibel, ma anche orari: possono durare al massimo quattro ore, dalle 15 e non oltre le 24. Fuori da queste aree, come nelle piazze del centro, le manifestazioni non possono sforare le 23. Limiti diversi per i grandi eventi legati ai Cantieri dell’Immaginario, alla Perdonanza e al Jazz per L’Aquila: per questi la musica può restare accesa fino alle 2 di notte. Non servirà più, quindi, la consueta ordinanza in deroga del sindaco.
I LOCALI
Il regolamento fissa poi i paletti per i locali. O meglio, per tutti quegli eventi, come concerti e serate danzanti, legati ad altre attività, come quelle a somministrazione, appunto. Anche qui, oltre ai decibel, vengono fissati gli orari limite: massimo quattro ore al giorno, dalle 9 alle 23 dalla domenica al giovedì, fino alle 24 il venerdì e il sabato. Massimo 5 all’anno, invece, gli eventi all’aperto fuori dalle aree destinate agli spettacoli.
LE MULTE E GLI ESPOSTI
Il regolamento fissa anche le multe. Che sono salatissime. In generale, per chi supera i limiti per le emissioni sonore si va da mille a 10mila euro. Fino a 15mila per il mancato risanamento acustico da parte delle imprese a cui è stato imposto. Si spiega anche come fare gli esposti: il cittadino deve denunciare a Comune, Arta e Asl, sarà poi il municipio ad attivare le contromisure.
©RIPRODUZIONE RISERVATA