Movida e schiamazzi, cittadini infuriati

Esposto dei residenti: «Tra cantieri e degrado notturno impossibile vivere». I gestori dei locali: «Servono regole e controlli»
L’AQUILA. «Il centro storico invivibile di giorno, per i cantieri, di notte per schiamazzi e degrado». La zona incriminata è quella compresa tra via Garibaldi, piazza Chiarino e piazza Regina Margherita, centro della movida serale. Negli ultimi mesi si sono susseguite le segnalazioni: tre esposti e decine di chiamate alle forze dell’ordine. Persino un controllo dell’Arta, alla presenza dei vigili urbani, per rilevare le emissioni sonore, di tre volte superiori ai limiti consentiti dalla legge, secondo le risultanze del monitoraggio. A parlare a nome dei residenti, «pionieri che hanno deciso di tornare ad abitare dentro le mura urbiche», è Antonio Mancini firmatario, insieme ad Alessandra Pratola, dell’ultimo esposto inviato a Comune, prefettura e questura in cui si chiede un intervento immediato «contro il disturbo alla quiete pubblica, che si protrae fino alle 4 del mattino».
«NON SI VIVE PIÙ». Musica a tutto volume, strade ridotte a orinatoi, bottiglie di vetro e bicchieri abbandonati ovunque, schiamazzi notturni, risse e degrado, la situazione descritta dai residenti di via Garibaldi e zone limitrofe, dove si concentrano molti pub e locali, che chiedono l’intervento del Comune e della prefettura «per porre fine a un degrado inaccettabile». «La situazione è pesantissima», dichiara Mancini. «Fino alle 17, a causa dei cantieri della ricostruzione e della sosta selvaggia, di notte per le emissioni sonore ben oltre la soglia consentita e uno stato totale di abbandono di piazza Chiarino, via Pavesi, via Garibaldi e via San Martino. Abbiamo chiesto più volte l’intervento delle forze dell’ordine, presentando formalmente un esposto. L’ultimo monitoraggio dell’Arta, su nostra segnalazione, ha evidenziato per alcuni locali emissioni sonore tre volte superiori ai limiti consentiti dalla legge». Per Mancini «i pochi residenti che hanno scelto di tornare, scapperanno di nuovo. Ci sentiamo abbandonati, senza controlli né vigilanza».
APPELLO AL COMUNE. Non è l’unica segnalazione arrivata. Anche l’associazione L’Aquila centro storico ha chiesto un intervento. «La scorsa settimana sono stata contattata dal presidente, l’avvocato Cesidio Gualtieri», ha dichiarato l'assessore alla Mobilità, Carla Mannetti, «che domani incontrerà il vicecomandante della polizia municipale, Lucio Di Berardino, per valutare un monitoraggio della Ztl e delle superfici occupate su via Garibaldi oltre a un più serrato controllo nelle ore serali». Dal 15 giugno partirà la pedonalizzazione di via Garibaldi. «Stiamo facendo uno sforzo significativo», afferma Mannetti, «per contemperare le esigenze dei residenti con quelle dei commercianti».
«SUBIAMO ANCHE NOI». Anche per i pub e i locali che animano via Garibaldi e dintorni, la situazione non è rosea. «Stiamo subendo anche noi una movida incontrollata», dice Daniele Stratta, titolare di Punto G e dell’enoteca Garibaldi. «Ancora non otteniamo l’autorizzazione per i tavolini all’aperto, pur avendola richiesta a febbraio. Quanto al controllo e alla sicurezza, teniamo d’occhio tutto ciò che accade all’interno dei nostri locali e nelle immediate vicinanze, ma la deregulation riguarda il proliferare di ragazzi che acquistano bevande nei supermercati e vengono a bere in strada». Gianluca Spera, proprietario di Bruno’s, denuncia il b«ivacco di avventori nelle vicinanze dei locali. Non è colpa dei gestori», afferma. «Rispettiamo le regole e siamo i primi a voler trovare il giusto equilibrio coi residenti. Servono maggiori controlli e una pianificazione complessiva».
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