Movida, la minoranza lascia l’aula «Regolamento comunale violato»

15 Novembre 2022

Il presidente Santangelo modifica l’ordine del giorno. L’attacco: «Viene meno il ruolo d’imparzialità» Le mozioni sulla vita notturna accendono la miccia: quella della maggioranza non era in scaletta

L’AQUILA. Dalla mozione comune sulla movida allo scontro frontale sulla correttezza istituzionale: il passo è stato breve quanto inaspettato. Lo strappo si è consumato ieri, quando l’opposizione ha abbandonato il consiglio comunale in seguito all’iscrizione, all’ordine del giorno, di una mozione ritenuta dalla maggioranza «d’urgenza». Che, a detta della minoranza, non c’era affatto. Una conclusione inaspettata quando, a fine settembre, erano iniziate le audizioni sulla movida nella terza commissione.
salta il consiglio
Ieri, tra i punti all’ordine del giorno, c’era l’emergenza movida, con la mozione che aveva come primo firmatario Alessandro Tomassoni del Passo possibile. Mozione che, in sostanza, può essere definita un “ex documento comune”. La storia inizia tra l’8 e il 9 ottobre: la sera dell’8 ci si accorda per una mozione da “limare” nella commissione del 9, dove però la maggioranza porta un documento diverso. Che è poi quello inserito d’urgenza dal presidente dell’assemblea Roberto Santangelo, della lista civica L’Aquila futura, mentre c’era già l’“ex documento comune”. La minoranza abbandona l’aula ritenendo la scelta di Santangelo una violazione del regolamento del consiglio.
lo scontro politico
«La maggioranza pensa di mortificare l’attività di opposizione con la supponenza e le prove muscolari»: questa la considerazione che chiosa una nota sottoscritta dalla minoranza a margine dell’assemblea. La firmano, oltre a Tomassoni, gli altri eletti del Passo possibile Elia Serpetti, Emanuela Iorio e Massimo Scimia; Stefano Palumbo, Stefano Albano, Stefania Pezzopane ed Eva Fascetti del Pd; Paolo Romano (L’Aquila nuova); Lorenzo Rotellini e Simona Giannangeli (L’Aquila coraggiosa); Enrico Verini (Azione). Per la minoranza, nel merito, il ruolo super partes di Santangelo «è venuto miseramente meno con l’ammissione, in spregio al regolamento comunale, di un ordine del giorno spacciato per urgente, ma sulla stessa tematica di quello presentato dall’opposizione sulla movida e già tra i punti da discutere». La minoranza ricorda, inoltre, che «nella seduta di insediamento del nuovo consiglio, Santangelo aveva chiesto sostegno anche all’opposizione garantendo il ruolo super partes, e fu votato all’unanimità».
uno strappo istituzionale
«Nelle linee di mandato il sindaco Pierluigi Biondi aveva parlato di collaborazione e condivisione», sottolinea Tomassoni. «Oggi, di fatto, contraddice quelle premesse». Romano ribadisce che la scelta della maggioranza è stata «fatta in spregio al regolamento comunale, perché non c’era nessuna urgenza di presentare un ordine del giorno alternativo a quello inserito tre settimane prima». Le motivazioni? «Probabilmente i soliti contrasti tra FdI e Lega», ipotizza Tomassoni, «forse non volevano né discutere né approvare nessuno dei due documenti».
la movida che divide
La commissione presieduta da Fabio Frullo per quattro seduta ha analizzato e discusso soluzioni alle degenerazioni della movida in città. A sorpresa la mozione finale è saltata. «Sulla movida in centro vi sono interessi da proteggere che non collimano col rispetto delle regole?», chiede la minoranza, che ricorda di aver presentato «un pacchetto di proposte serie, concrete e costruttive». Non se n’è discusso: «Siamo stati costretti ad abbandonare l’aula». Quella mozione è diventata quindi una richiesta di consiglio straordinario e aperto, «in modo che tutta la città possa misurare la superficialità e l’arroganza dell’amministrazione Biondi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA