movida molesta»IL CASO

L’AQUILA. Le “notti magiche” della movida terminano all’alba. Ma hanno spesso un risveglio non propriamente...profumato. E così, dopo quelle inviate alla Regione per la problematica dei rumori e al...
L’AQUILA. Le “notti magiche” della movida terminano all’alba. Ma hanno spesso un risveglio non propriamente...profumato. E così, dopo quelle inviate alla Regione per la problematica dei rumori e al Comune per l’adozione di misure di contenimento degli orari dei locali posti su via Garibaldi, via Castello e aree limitrofe e la creazione di aree di sosta per i residenti, chi abita in centro chiama in causa anche l’Asl. Secondo quanto contenuto in una diffida che porta la firma dell’avvocato Fausto Corti – il quale ha ricevuto il mandato da parte di 24 residenti del centro storico – la problematica della movida molesta ha anche dei risvolti di carattere sanitario.
STRADE-LATRINA. «A seguito della cessazione delle misure di contenimento dell’epidemia di Covid hanno riaperto i locali del centro storico ed è ripreso il fenomeno della cosiddetta “movida”», si legge nella diffida. «Ne è conseguito che tutte le notti le strade della zona circostante via Garibaldi e piazza Santa Maria Paganica (ossia, a titolo meramente esemplificativo, via Cascina, via San Martino, via Caserma Angelini, via Paganica, Chiassetto del Campanaro, piazza Chiarino, via ed Arco dei Lombardi, via Pavesi, via Collepietro, piazza Santa Maria Paganica) sono inondati di deiezioni umane, anche fecali, rilasciate liberamente ovunque, anche all’interno degli androni condominiali. Tale situazione, già di per sé drammatica dal punto di vista igienico, è aggravata dal fatto che, a causa delle temperature estive, l’urina e le feci distribuite ovunque producono un puzzo intollerabile che rende, in alcuni casi, quasi impraticabili le strade cittadine». Allegate alla diffida inviata al Servizio di Igiene, epidemiologia e salute pubblica dell’Azienda sanitaria dell’Aquila vi sono alcune fotografie. «Esse», proseguono i cittadini, «non possono, tuttavia, rendere adeguatamente le condizioni in cui siamo costretti a vivere, non consentendo la rappresentazione del tanfo irrespirabile che ci ammorba quotidianamente». «Poiché si tratta di questione che investe l’igiene e la salute pubblica ed essendo di specifica competenza dell’Asl la funzione di vigilanza e controllo per quanto concerne l’igiene dell’abitato, chiedo formalmente all’Ufficio un immediato intervento e l’assunzione delle misure necessarie per ovviare ai gravi problemi sopra esposti».
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