Movida violenta, arrestati tre giovani

Pestaggi gratuiti per strada e nei pub, incastrati dalle immagini delle telecamere. Denunciate altre tre persone
SULMONA. Ronde punitive che scorrazzavano per le vie e i pub della città picchiando e malmenando le persone senza alcuna ragione. Pugni e calci al primo che incontravano tanto da creare un clima di terrore e di paura tra i giovani protagonisti della movida sulmonese. Ora in tre finiscono sotto custodia cautelare. Si tratta dei fratelli Luca e Mattia Buccilli, rispettivamente di 24 e 26 anni e Giuseppe Serva (22), i quali da mercoledì scorso si trovano agli arresti domiciliari perché ritenuti responsabili di una delle tre risse con feriti del 14 aprile scorso.
Il giudice per le indagini preliminari, Massimo Marasca, ha infatti accolto la richiesta di custodia cautelare del pubblico ministero, Stefano Iafolla, ritenendo i tre indagati persone socialmente pericolose (tutti coinvolti in procedimenti giudiziari), e in grado di poter reiterare i reati dei quali sono accusati.
Insieme a loro sono stati denunciati altri tre giovani, un uomo D.P. di 24 anni e due donne G.E. (19), fidanzata di Mattia Buccilli, e F.P. (23), tutti accusati di favoreggiamento per aver ostacolato le indagini della polizia raccontando una versione dei fatti diversa dalla realtà. Luca Buccilli è indagato anche per il reato di minaccia grave, avendo minacciato il 20enne di Castel di Sangro e gli amici che quella sera erano con lui, di fargli «assaggiare la pistola». Un’inchiesta lunga e difficile quella portata avanti dalla squadra anticrimine di Sulmona, coordinata dall’ispettore capo, Daniele L’Erario, resa ancora più complicata dall’atteggiamento reticente della maggior parte dei giovani presenti all’aggressione. Il timore di possibile ritorsioni da parte del gruppo di picchiatori ha avuto, probabilmente, il sopravvento sulla voglia e l’obbligo di collaborare con la giustizia per l’individuazione dei responsabili. Utili se non fondamentali alle indagini sono state le riprese delle telecamere del circuito di videosorveglianza cittadino installato in piazza Capograssi, teatro dell’episodio di violenza. Così come ha sottolineato lo stesso gip nella sua ordinanza. Immagini che hanno consentito di ordinare i tasselli del mosaico indiziario. Riguardo alla necessità della misura cautelare nei confronti dei tre arrestati il gip ha poi, sottolineato: «La misura degli arresti domiciliari, domandata dal pubblico ministero, presenta i requisiti della misura della pena, dell’adeguatezza, della proporzionalità e della gradualità rispetto ai fatti per i quali si procede e alla pericolosità degli indagati».
Per i tre arrestati sarà richiesto al Prefetto anche il provvedimento della sorveglianza speciale.
Claudio Lattanzio
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