Movida violenta, tre arresti per la rissa

Nei guai due baristi e un cliente finiti ai domiciliari. L’aggressione a bottigliate all’esterno di un locale alla Fontana Luminosa
L’AQUILA. Tre arresti per la rissa alla Fontana Luminosa. Ad affrontarsi a suon di calci, pugni e pure bottigliate erano stati due baristi e due avventori ubriachi di un locale del centro storico, all’inizio di corso Vittorio Emanuele.
GLI ARRESTATI
Giovanni Ciucci 51 anni dell’Aquila; Michea Metta (22) anche lui dell’Aquila e Lucian Gabriel Safta (21) originario della Romania e residente a Monterale, sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di rissa aggravata da futili motivi. Reati che vengono contestati anche a un quarto indagato marginalmente coinvolto nella vicenda. Si tratta di I.P. (45) dell’Aquila. Ciucci è accusato anche di lesioni personali. Le misure cautelari, emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila Marco Billi, su disposizione del pubblico ministero Marco Maria Cellini, sono state eseguite dagli agenti della Volante in servizio alla questura.
I FATTI
La rissa era avvenuta la notte tra sabato 19 e domenica 20 febbraio. Erano le 3.55 quando una Volante della polizia era dovuta intervenire in largo Tunisi a seguito di una segnalazione. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, quattro ragazzi, i due avventori contro i due baristi, si stavano picchiando. Il litigio sarebbe scoppiato per futili motivi: «palesemente ubriachi, uno con un giubbotto rosso più mingherlino, e l’altro, più robusto, che indossava una felpa grigia con cappuccio, non volevano alzarsi dal tavolino del bar», hanno riferito alcuni testimoni. «Nonostante le richieste gentili dei proprietari dell’esercizio che dovevano chiudere, i due clienti buttavano a terra i sacchi dell’immondizia urlando e dimenandosi, con uno dei due (quello col giubbotto rosso) che durante la colluttazione afferrava una bottiglia e la lanciava contro uno dei baristi ferendolo».
LE TELECAMERE
Oltre alle testimonianze di due passanti e di una dipendente del bar, fondamentali ai fini delle indagini sono stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso tutta la scena. La lite, poi degenerata in rissa, sarebbe partita «dall’asportazione di una lattina di birra».
«Le immagini», scrive il giudice nell’ordinanza, «riprendono i due clienti (Ciucci e I.P.) seduti a un tavolino del bar e poco dopo Metta e Safta che insistono per farli andare via. A un certo momento si vede che uno dei dipendenti del locale afferra e porta via dal tavolo una lattina di birra. Si nota Ciucci che si alza e inizia a discutere animatamente con Metta e Safta, mentre P. rimane seduto. Dalle immagini si percepisce lo stato di chiara alterazione per l’abuso di sostanze alcoliche sia di Ciucci che di I.P. Improvvisamente Ciucci spinge con forza Metta, ma cade a terra sui secchi dell’immondizia. Safta reagisce e inizia a colpire Ciucci. Quando I.P. ha visto il suo amico a terra si è alzato e diretto verso di lui per aiutarlo. Le immagini riprendono Safta che inizia a colpire P., mentre Ciucci rialzandosi afferra una bottiglia e colpisce con forza al volto Metta che si era avvicinato al collega e a I.P. per farli smettere. Metta reagisce e colpisce Ciucci, mentre Safta infierisce ancora su I.P. L’assenza di un motivo per la lite, l’estrema violenza in un luogo pubblico all’aperto», conclude il giudice, «rende evidente la pericolosità sociale dei tre arrestati e il pericolo di reiterazione del reato». I tre erano finiti al pronto soccorso con lesioni guaribili in 3, 7 e 21 giorni. Questa mattina c’è l’interrogatorio davanti al Gip. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giulio Agnelli, Chiara Camponeschi e Gaetano Petrilli.
BAR CHIUSO
La violenta rissa davanti al bar del centro storico aveva indotto il questore, Enrico De Simone, a emettere un provvedimento di chiusura dell’esercizio commerciale per 5 giorni, in base all’articolo 100 del Tulps.
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