Multe al raduno, scatta la polemica

Fiat 500 Club: «Non è possibile che la città non sapesse della manifestazione»
SULMONA. Continua ad avere strascichi polemici il raduno di 500 d’epoca multate in città nei giorni scorsi. «Sostenere che nessuno sapeva del passaggio di quella settantina di vetture variopinte, gloria passata e attuale della Fiat, attraverso le antiche strade e stradine del centro storico di Sulmona è un un paradosso», interviene Alvaro Fabrizio, del Fiat 500 club Italia, «con tanto di staffette che di volta in volta bloccavano il transito delle altre vetture dei pazienti cittadini che lasciavano il passaggio tranquillo del serpentone variopinto. È come se dicessimo che i 700 figuranti dell’interessante manifestazione medievale non avessero comunicato la loro presenza alla città intera». Il raduno delle 500 era stato abbinato agli eventi collaterali alla Giostra cavalleresca, ma i permessi arrivati in ritardo hanno imposto la mano inflessibile dei vigili sul taccuino delle multe. «Il cinquecentista socio del “FIat 500 club Italia”, come prima sua dote deve dimostrare di conoscere il codice della strada e rispettarlo come la sua seconda Bibbia, oltre ovviamente a possedere uno o più cinquini», aggiunge Fabrizio, «quindi ha insito una sorta di fanatismo in questo regolamento di buon cittadino rispettoso delle regole stradali. Come mi hanno assicurato, molto risentiti, gli organizzatori della Giostra, doveva essere una giornata di festa di colori e di cultura grazie anche alla presenza dei vari paesi europei convenuti». (f.p.)
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