Munda, ritorno nel forte: pratica bloccata dai giudici

28 Febbraio 2023

Il Tar: «La ditta vincitrice della gara d’appalto da cinque milioni andava esclusa» Così l’Usra dovrà rifare l’aggiudicazione dei lavori per l’allestimento del museo 

L’AQUILA. Si blocca la pratica per il ritorno del Munda nel castello cinquecentesco dell’Aquila, dove manca dal terremoto del 2009. Il Tar ha infatti riscritto la graduatoria della gara d’appalto da 5 milioni di euro per l’allestimento del Museo nazionale d’Abruzzo. E ora l’Ufficio speciale per la ricostruzione aquilana Usra, titolare dell’intervento finanziato con il fondo complementare sisma del Pnrr, dovrà rifare l’aggiudicazione in favore della ditta arrivata seconda.
«L’offerta dell’aggiudicataria avrebbe meritato l’esclusione», scrivono senza mezzi termini i giudici amministrativi nella sentenza, annullando appunto gli atti con cui l’Usra a fine 2022 ha affidato i lavori al raggruppamento di aziende composto dalle Italiana Costruzioni e Società Appalti Costruzioni (difeso dall’avvocato Gianluigi Pellegrino). Che ha un mese di tempo per decidere se impugnare o meno la sentenza e continuare la battaglia legale, così come l’Usra, difeso dall’Avvocatura di Stato. In primo grado, i giudici hanno quindi accolto il ricorso del raggruppamento arrivato secondo, quello composto dalle aziende I Platani e Goppion, rappresentato da Francesco Delfino, Domenico Russo e Claudio Verini.
IL PARADOSSO DELLE TECHE
Al centro della battaglia legale ci sono le teche per custodire i gioielli del Munda. Come affermato dai giudici, infatti, il raggruppamento che ha vinto la gara «impiega i sistemi prodotti dalla Goppion». Cioè la ditta che invece fa parte del raggruppamento di aziende arrivato secondo. Quindi i giudici segnalano «difformità dell’offerta dai requisiti minimi perché il disciplinare, laddove richiede che l’operatore economico dichiari di “aver verificato e accertato l’esistenza e la reperibilità sul mercato dei materiali” mira a selezionare solo progetti concretamente cantierabili». Questo, «a meno di ritenere, irragionevolmente, che la Goppion abbia inteso fare concorrenza a sé stessa consentendo alla controinteressata di offrire in gara le stesse teche museali indicate nella propria offerta».
IL PROGETTO
Il progetto del nuovo Munda fa parte di un’opera complessiva da otto milioni. Il lotto principale è proprio quello del castello, che prevede uno sviluppo del museo su quattro piani con, oltre agli enormi spazi espositivi, anche bookshop, caffetterie, un ristorante, biblioteca e laboratori. Il cronoprogramma – sempre che non venga stravolto dalla battaglia legale in corso – prevede il via dei lavori in primavera e la fine nel 2025. I tempi sono strettissimi: il finanziamento legato al Pnrr impone infatti la conclusione almeno del 25% dei lavori entro il 31 dicembre 2023.
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