Muore 4 giorni dopo la moglie Coppia stroncata dall’infezione

Andrea Scorza e Maria Antonia Bottaro erano insieme in ospedale: lei si è spenta l’8 aprile, lui martedì In risalita i contagi, a Cansano lotto di mascherine cinesi fuori norma. Vaccini a rilento, mancano dosi
SULMONA . Il virus l’ha ucciso quattro giorni dopo la moglie con cui aveva anche condiviso il ricovero nel reparto Medicina Covid dell’ospedale di Sulmona. Un tragico destino quello che ha legato fino alla fine una coppia di anziani di Sulmona: Maria Antonia Bottaro, deceduta l’8 aprile, e Andrea Scorza, che si è spento quattro giorni dopo. Sono stati insieme, superando le tante avversità della vita, fino a condividere il contagio al quale hanno dovuto arrendersi. I due erano stati ricoverati in ospedale dopo aver contratto il coronavirus il 30 marzo e insieme hanno trascorso i giorni di degenza fino all’8 aprile, quando il cuore della donna si è fermato per sempre. Martedì il marito l’ha seguita. La coppia di anziani era molto conosciuta in città: lui era andato in pensione dopo 40 anni trascorsi come sottufficiale dell’Esercito e lei dopo 30 anni da impiegata nell’Ufficio postale di Pratola Peligna. I funerali di Andrea Scorza si sono svolti ieri, in forma privata, nella cattedrale di San Panfilo.
I DATI. Intanto, com’era ampiamente prevedibile, la curva dei contagi è risalita per effetto delle festività pasquali. Sono quindici i nuovi contagi accertati quasi tutti sul fronte dell’Alto Sangro: otto a Castel di Sangro, tre ad Alfedena e due a Scontrone, uno a Pratola e un 77enne di Roccacasale, quest’ultimo ricoverato nella Medicina Covid di Sulmona. Nella lista dei contagi di ieri figurano anche tre minori, che però non sono ancora rientrati a scuola perché da giorni in sorveglianza attiva dopo alcuni casi accertati in famiglia. Il fronte che si è aperto in Alto Sangro, stando alle prime verifiche dell’Asl, potrebbe essere conseguente alla rimpatriata di una trentina di amici il giorno di Pasquetta, alla quale avrebbe partecipato anche una persona che presentava la sintomatologia riconducibile al Covid-19.
CASO MASCHERINE. Intanto anche a Cansano è stato distribuito un lotto di mascherine fasulle provenienti dalla Cina. Lo ha reso noto il sindaco del piccolo centro ai piedi della Maiella Luca Malvestuto, avendo notato che le mascherine distribuite alcune settimane fa dalla Protezione Civile appartengono allo stesso lotto finito nel vortice dell’inchiesta della Procura di Gorizia. «Si avvisa la cittadinanza che anche le mascherine distribuite dal comune di Cansano avute dalla Protezione civile tramite la struttura commissariale, secondo una recentissima inchiesta della Procura di Gorizia, risulterebbero non conformi. I cittadini, quindi, sono invitati a non usare, a scopo precauzionale, tali mascherine» scrive il sindaco. L’ultima distribuzione risale allo scorso 23 febbraio, quando Cansano fu posto in zona rossa assieme ad altri Comuni. I dispositivi sono quindi stati utilizzati dalla popolazione senza alcun effetto negativo, ma il sindaco, dopo l’inchiesta partita da Gorizia, ne ha dato subito comunicazione.
MANCANO DOSI. Sul fronte vaccini si continua ad andare a rilento per mancanza di dosi da distribuire. Ieri sono state inoculate 80 dosi nel centro di vaccinazione dell’Incoronata, più 30 nelle varie case di riposo del Centro Abruzzo e 40 a domicilio grazie ai medici di base. Grazie alle 7.200 dosi arrivate ieri, l’Asl ha potuto aggiornare gli appuntamenti spostando quelli già fissati per ieri a domenica prossima.
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