Muore a 38 anni nello schianto frontale

Meccanico al volante della sua auto perde la vita, sull’altra macchina una madre con un bimbo di sei anni entrambi feriti
L’AQUILA. «Le auto sono la mia vita». Così scrive di sé Luca Messineo, di 38 anni. E la sorte vuole che proprio al volante della sua auto, una Nissan Micra blu, la sua esistenza si fermi di botto, all’improvviso. «Te ne vai senza salutare», lo piangono ora gli amici. Un rettilineo in una mattinata uggiosa, l’asfalto reso insidioso dalla pioggia mista a neve. Una macchina finisce nella corsia opposta proprio mentre, nell’altra direzione, ne sta arrivando un’altra. L’impatto è violento e inevitabile. Dentro una delle due auto un ragazzo lotta per la vita. Una battaglia che perderà dopo pochi minuti.
LA TRAGEDIA. L’ennesimo incidente stradale dall’esito infausto avviene intorno alle 9. Altro sangue sulle strade aquilane. A perdere la vita è un apprezzato artigiano che lavora in un’officina. Il rettilineo è quello che da Coppito porta a Preturo, sulla strada provinciale 33, subito dopo l’incrocio con la strada che porta all’aeroporto dei Parchi. Un rettilineo teatro, in passato, di altri gravissimi incidenti. «Almeno sei le persone decedute negli ultimi 15 anni, compreso mio padre», come ricorda Erina Panepucci, esponente dell’Associazione vittime incidenti stradali e sul lavoro, che sollecita Comune e Provincia ad avviare la messa in sicurezza.
LA DINAMICA. Le auto coinvolte sono una Nissan Micra blu, su cui viaggia la vittima, e una Hyundai che arriva in direzione opposta, con a bordo due persone (madre e figlio di sei anni), rimasti feriti anche se in condizioni non ritenute gravi. Per Messineo, purtroppo, i soccorsi risultano essere vani. Sul posto, insieme alle ambulanze con i medici, anche i vigili del fuoco e alcune pattuglie della Polizia municipale del Comune dell’Aquila per i rilievi, mentre la strada rimane bloccata a lungo per permettere i rilievi e la rimozione dei mezzi. La dinamica dell’incidente è in corso di ricostruzione da parte degli investigatori, che procedono, contestualmente, anche a sequestrare i mezzi e i telefonini cellulari in uso ai due automobilisti, al fine di verificare se per caso alla base dello schianto possa esserci una distrazione fatale.
IL DOLORE DEGLI AMICI. In un attimo la notizia della scomparsa del giovane artigiano fa il giro della città suscitando grande commozione. Dolore a Preturo, dove il giovane è di casa e ha diverse amicizie e conoscenze, e negli edifici antisismici del complesso di Coppito 3, dove risiede insieme alla famiglia di origine. Il padre è conosciuto negli ambienti ospedalieri per avervi lavorato per anni. Ora i familiari e gli amici attendono di sapere quando potranno salutarlo per l’ultima volta. Per il momento la salma è a disposizione del magistrato di turno che dovrà decidere se disporre ulteriori accertamenti prima di concedere il nulla osta per i funerali.
(ha collaborato
Raniero Pizzi)
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