Muore a 49 anni per il Covid: la città piange mamma di 2 figli

Sonia Cofini, casalinga del rione Caruscino 109, era stata trasferita d’urgenza all’ospedale dell’Aquila E a Tagliacozzo ieri ultimo saluto all’ambulante 41enne, stroncato dal virus poche ore dopo il padre
AVEZZANO . Il virus non le ha lasciato scampo nonostante l’età tutt’altro che avanzata. Sonia Cofini, 49 anni, casalinga e madre di due figli, si è spenta nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale dell’Aquila per complicanze respiratorie. Aveva contratto il Covid circa due settimane fa, le sue condizioni erano precipitate improvvisamente ed era stata trasferita d’urgenza al San Salvatore. La notizia della scomparsa di Sonia Cofini ha gettato nello sconforto la piccola comunità del rione noto come Caruscino 109, dove la casalinga era conosciuta e stimata. Qui la ricordano come una donna solare, dinamica, con tanta voglia di vivere e madre attenta all’educazione dei suoi due figli intorno ai quali si è stretto tutto il quartiere. Sonia era impegnata anche nella cultura e nel sociale: in passato aveva partecipato nelle attività di associazioni locali. Lascia i figli di 17 e 20 anni.
L’ADDIO. Intanto ieri, alle 15, nel cimitero di Tagliacozzo è stato reso l’ultimo saluto ad Alberto Valentini, l’ambulante 41enne stroncato anche lui dal Covid19 a poche ore di distanza dal padre Giovanni (73). Valentini è morto a causa di embolo alla gamba, dovuto all’infezione. Lo ha stabilito l’autopsia eseguita nei giorni scorsi e disposta dalla Procura dopo l’esposto presentato dai familiari per far luce sulle cause del decesso dell’ambulante.
Il MACCHINARIO. Il Panther dell’ospedale di Avezzano è operativo, ma a mezzo servizio. La denuncia arriva dal sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio. «Il nuovo macchinario, in grado di processare oltre 500 tamponi al giorno, viaggia a ritmi molto inferiori alle sue possibilità: circa 150 test che vengono effettuati all'interno dell'ospedale», fa sapere il primo cittadino, «mentre gli altri tamponi effettuati nei due drive trough dei carabinieri e all’Interporto vengono ancora inviati fuori del territorio marsicano». Seppur soddisfatto per l'attivazione del Panther, Di Pangrazio esorta i direttori generale e sanitario della Asl, Roberto Testa e Alfonso Mascitelli, a chiudere il cerchio. «Per ottimizzare il funzionamento del sistema per processare i tamponi», afferma il sindaco, «ritengo opportuno e urgente che l'azienda sanitaria locale processi tutti i tamponi effettuati nel nostro territorio, quindi anche nei due drive trough dell’Arma dei carabinieri e dell’Interporto al Santi Filippo e Nicola. Oltre a velocizzare i tempi di risposta dei test utili per mettere subito in quarantena chi risulta positivo, ci sarebbe anche un consistente risparmio di risorse».
I DATI. Mentre la Marsica piange un’altra vittima del Covid-19 e il Panther funziona a mezzo regime, ieri il territorio ha fatto registrare sette nuovi positivi di cui quattro ad Avezzano e tre a San Vincenzo Valle Roveto. Il giorno prima i casi accertati erano stati 15. Si registra, dunque, una lieve flessione della curva del contagio, ma occorrerà attendere i prossimi giorni per capire se il basso numero di casi è dovuto ai pochi tamponi che solitamente vengono effettuati o processati durante il fine settimana oppure a un effettivo rallentamento delle diffusione del contagio nell’area marsicana.
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