Muore a 80 anni Sperandio ex calciatore dell’Avezzano

Indossava la maglia numero 4 ed era sempre pronto a rubare palla agli avversari Atleta poliedrico, nel 1961 divenne anche campione regionale dei 100 metri piani
AVEZZANO. È morto Bruno Sperandio, ex calciatore dell’Avezzano nel periodo a cavallo tra il 1960 e il 1965. Tra meno di un mese avrebbe raggiunto il traguardo degli 80 anni ma, quantunque temprato da tanta attività sportiva, non è riuscito a superare alcuni gravi problemi di salute. In giovanissima età Sperandio aveva scoperto l’atletica leggera e nel 1961 divenne campione regionale sui 100 metri piani, partecipando anche a una staffetta 4x100 della quale faceva parte, tra gli altri, Mario Pescante, l’ex presidente nazionale del Coni. Aveva iniziato a giocare al calcio nelle file degli Aquilotti, percorrendo tutta la trafila, fino a raggiungere la prima squadra, allenata all’epoca da Brunetto Cataldi. Centrocampista di quantità, in campo era sempre pronto a recuperare palloni e offrire supporto a chiunque fosse in difficoltà. All’epoca i suoi compagni di squadra erano Pietro Marianella, Giovannino Sucapane, Manlio Orlandi, Luigi Giannini, gente che al pallone dava del tu, e per tutto il gruppo Bruno rappresentava un punto di riferimento sui campi polverosi di quella che era la Prima Divisione abruzzese. Poi, intorno ai vent’anni, il passaggio nelle file della Forza e Coraggio Avezzano, indossando la maglia numero 4 che all’epoca contraddistingueva appunto il classico mediano di rottura.
Nella vita, Bruno aveva esercitato l’attività di impiegato nella la banca del Fucino, impegnandosi in seguito nel ramo assicurativo. Appese le scarpette al chiodo, intorno ai 50 anni aveva scoperto il piacere della corsa sulle lunghe distanze, partecipando a numerose maratone in giro per il mondo. Da New York a Londra, da Parigi a Honolulu, e ancora Berlino, Atene, Roma, Oslo. Poi, nel marzo del 2007 una fibrillazione atriale lo indusse a mollare quel mondo che amava più di se stesso e pian piano si trovò costretto a cambiare radicalmente stile di vita. Con la sua patologia, i familiari temevano particolarmente il Covid che sta mietendo vittime ogni giorno, ma nonostante tutto, i suoi polmoni si sono dimostrati più forti del virus. Sperandio è stato, però, sconfitto da quella malattia contro la quale aveva combattuto per anni. Lascia la moglie Margherita Simongini e i figli Piero e Francesca. I funerali oggi alle 11 nella chiesa della Santissima Trinità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

