Muore di legionella a 64 anni: s’indaga per omicidio colposo

8 Febbraio 2023

La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo sulla morte di Luciana Pantaleo: finora nessun indagato L’inchiesta è scaturita dalla denuncia presentata dai familiari della donna a metà del mese di gennaio

SULMONA. La Procura della Repubblica di Sulmona ha ufficialmente aperto un fascicolo sulla morte della ex parrucchiera, Luciana Pantaleo, deceduta a 64 anni dopo aver contratto la legionella. La decisione da parte dei magistrati al terzo piano di giustizia è stata presa dopo la conferma arrivata dai medici del Policlinico Umberto I di Roma, i quali hanno messo nero su bianco certificando che a provocare la morte della 64enne di Sulmona è stato il batterio assassino. Lo hanno scritto sulla scheda Istat rilasciata dai medici dell’ospedale romano e acquisita insieme alla documentazione medica, dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, titolare dell’inchiesta. Al momento non risultano persone iscritte sul registro degli indagati, ma le indagini vanno avanti per scoprire eventuali responsabilità sulla morte della donna. L’ipotesi di reato formulato dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti è di omicidio colposo. L’inchiesta è scaturita dalla denuncia querela contro ignoti, presentata a metà gennaio dalla famiglia della 64 enne, in cui era stato chiesto alla Procura di fare chiarezza sulla vicenda e stabilire se vi sono state responsabilità o eventuali imperizie e omissioni da parte dell’Ater sulle procedure adottate nella fase di installazione della caldaia a servizio dell’impianto termo-idraulico dell’appartamento dove viveva la donna insieme al resto della famiglia. Secondo quanto riferito nell’esposto, la legionella sarebbe stata contratta nel bagno di casa e più precisamente si annidava nel soffione della doccia, come scoperto dai rilievi eseguiti dai tecnici dell’Arta intervenuti proprio su richiesta dell’Ater per scoprire l’eventuale presenza del batterio nell’impianto dell’appartamento. Secondo i familiari tutto sarebbe dipeso dalla sostituzione della caldaia avvenuta nel mese di settembre, poco prima che l’infezione colpisse Luciana Pantaleo. Tesi confortata dall’altro caso di legionella che si è verificato nello stesso periodo, in un altro appartamento della stessa palazzina Ater e che ha interessato un’altra donna miracolosamente scampata agli effetti mortali della legionella. A unire i due casi è stata proprio la sostituzione della caldaia, operazione che non era stata eseguita negli altri appartamenti dell’edifico di residenza popolare. Secondo le accuse, ci sarebbero precise responsabilità da parte di chi ha proceduto alla sostituzione delle caldaie, anche perché, sempre secondo le accuse, non sarebbe mai stato consegnato alle due famiglie, il previsto certificato di conformità successivo alla messa in funzione dell'impianto. I responsabili aquilani dell’Ater si sono subito mobilitati per controllare se il lavoro era stato fatto a regola d’arte. Ora spetterà alla procura scoprire eventuali responsabilità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA