Muore dopo la caduta, donati gli organi

Scurcola, per i carabinieri si è trattato di una disgrazia ma i parenti di Morgante chiedono indagini
SCURCOLA MARSICANA. Enzo Morgante, l'ex muratore di 71 anni di Scurcola non ce l'ha fatta. Si è spento sabato nell'ospedale San Salvatore dell'Aquila. I familiari, interpretando la sua volontà, hanno autorizzato l'espianto degli organi: le cornee sono andate nelle Marche, i reni in Abruzzo e il fegato a Milano. Un gesto di grande generosità. Grazie ad Enzo, ora tre persone potranno continuare a vivere. Stamani su disposizione del magistrato, ispezione cadaverica per fugare ogni dubbio sulla causa della morte del pensionato. Le indagini dei carabinieri, che hanno rimesso un'informativa al magistrato titolare dell'inchiesta, sembrano escludere responsabilità di terzi nella caduta di Morgante, mentre rincasava, che gli ha procurato la frattura del cranio nella zona occipitale. I familiari sulla natura accidentale della caduta non sono convinti. «Per due motivi», spiega il fratello Bruno, «primo: le perplessità espresse da alcuni sanitari dell'ospedale dell'Aquila sulla compatibilità del trauma con la caduta accidentale, secondo: la presenza nel portafoglio di mio fratello di spiccioli. Enzo aveva la pessima abitudine di portare con sé i soldi della pensione. Mi sono raccomandato tante volte di metterli in banca. Non mi ha dato mai ascolto». Una cattiva abitudine confermata dai avventori di uno dei bar frequentati da Morgante. «Sembrava che a Enzo», confida uno di loro,«facesse piacere ostentare la disponibilità di denaro. Così facendo, però, non si rendeva conto dei rischi che correva. Una sera, in un bar, dopo aver pagato, andò via lasciando sul bancone il portafoglio, con 2.000 euro. La sua fortuna è stata che ad accorgersene siamo stati degli amici che lo abbiamo raggiunto per strada ridandogli il portafoglio«. Il nipote Domenico Pietrantoni è stato tra i primi a soccorrerlo: «Sembrava un po' intontito, ma era cosciente, diceva solo di voler dormire».
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